Non tutti i mali
Caffè Scorretto
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S arà una lettura superficiale, anzi lo è di sicuro. Eppure resta la sensazione che in tanti a marzo, al referendum sulla separazione delle carriere, abbiano votato come se il quesito fosse: “Vuoi ascoltare la politica e punire i giudici o ti fidi più dei giudici che dei politici?”.
E allora diventa inevitabile chiedersi come sarebbero andate le cose se la nuova indagine su Garlasco fosse stata chiusa un paio di mesi prima. Non c’è giorno che un soliloquio di Sempio o un’altra novità non ci costringa a riflettere su un dato: se va bene c’è un innocente crocifisso dall’attenzione nazionale, e se dovesse uscirne a testa alta mezza Italia lo guarderà comunque in cagnesco per il resto della vita. Altrimenti c’è un innocente in carcere da dieci anni (e volendo disperarsi, può anche darsi che siano innocenti entrambi ). Sarà venuto in mente per forza anche a Giorgia Meloni: altro che bimbi del bosco, pensa che spot ci avrebbe regalato questo disastro.
E allora è giusto provare a confortarla, in questi giorni così cupi e nervosi e pieni di ministri che perdono le staffe e lo staff. Ok, magari avrebbe vinto il Sì. Ma lei dovrebbe ancora fare i conti con le gaffe di Bortolozzi e le bistecche di Delmastro, e naturalmente con le operazioni-simpatia di Santanché. Dai che non tutti i mali vengono per nuocere, come diceva Tolkien.
