C onfiteor: per mia grave, gravissima colpa fino a una settimana fa non conoscevo Mirella Serri. Ora so che è un’ex docente della Sapienza nonché star della sinistra intellettuale. Per ciò stesso è anche coltissima. Mi sono imbattuto in lei per merito di uno zapping sfuggito al mio controllo. I telemaniaci mi dicono che la Serri è un volto ricorrente nei dibattiti di Tv7. In una sua apparizione televisiva di cinque giorni fa, mentre parlava a ruota e lingua libere, ci ha dato una rocambolesca visione della Storia: «Wagner ha appoggiato il nazismo e veniva finanziato da Hitler». Ha detto proprio così: uno sproposito che costerebbe una bocciatura a un esame di maturità se questo fosse ancora una prova seria. La passione politica e la foga della tenzone televisiva possono obnubilare la mente; ma neanche in quello stato parossistico si può confondere il reale con il surreale. Wagner e Hitler non furono contemporanei. Quando il grande musicista morì Hitler non era ancora nato e nazismo e fascismo erano parole inesistenti: è il naufragio della ragione asservita all’ideologia. Tanto è colossale lo strafalcione che mi sono chiesto se quella sullo schermo fosse proprio Mirella Serri o un suo avatar mal riuscito. Un’esibizione che fa vacillare l’illusione dei progressisti di essere i depositari della «vera cultura». Anche dal loro Campo Largo provengono ragli sapienti.

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