V a bene, avete ragione voi. Non è terrorismo, è follia. Si è propagata in Europa un’epidemia che colpisce solo gli islamici quando si mettono al volante, in particolare quelli di seconda e terza generazione. Puntano i pedoni e li investono. Chi si salva viene accoltellato. Il massacro va portato a termine. Altrimenti non sarebbe follia, sarebbe terrorismo. E invece terrorismo non è. Ne sono sicuri i progressisti, soprattutto quelli che amano gli immigrati islamici fino a inserirli nelle loro liste elettorali. Forze nuove, li chiamano. E voti nuovi, magari avvelenati. Sono tutti buoni e vanno capiti. Anche quelli che hanno una vena di follia. Ne hanno una compassione illimitata che li fa sentire virtuosi. Ma noi, che siamo diffidenti, guardinghi e non progressisti non crediamo alla follia contagiosa. Noi, afflitti da un parassita mentale chiamato occidentalismo, crediamo che questa cosiddetta follia sia una delle tante maschere che coprono il volto del terrorismo. L’assalto dell’islam alla nostra roccaforte è senza tregua. Le anime belle non vogliono che lo si dica perché hanno paura più delle parole che dei fatti che esse rappresentano. Invece diciamolo: uno scontro di civiltà è in atto. Se usciamo dall’equivoco e dall’ipocrisia del linguaggio politicamente corretto dobbiamo ammettere che le antiche guerre di religione stanno continuando sotto altre specie.

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