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Caffè Scorretto
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l ragionamento è diffuso e a prima vista anche sensato: a tutti farebbe piacere dare una mano ai gazawi moribondi, ma se sei già sicuro che te lo impediranno, e che ti prenderanno a sberle e a sputi a favore di telecamera e di ministro gongolante, perché ti ostini? Per esibizionismo? Per fanatismo? Per creare imbarazzo a sua azzurrissima inadeguatezza Tajani?
Senonché domenica Herzog, il presidente di Israele, ha avuto parole di fuoco contro i banditi che assaltano gli inermi in Cisgiordania (leggi: i coloni) e chi infrange la legalità internazionale (leggi: chi ha abusato dei flotillanti dopo averli piratescamente rapiti in acque internazionali). Israele non è un uomo solo né un premier: è una nazione, con una fedina penale da brivido ma anche con un’opinione pubblica variopinta, una libera stampa e, finché regge, un bilanciamento democratico dei poteri. Nel suo dna il il tanto vituperato sionismo ha immesso più anticorpi lib-lab di quel che crediamo. E perciò oggi il potere israeliano, che stermina a ciglio asciutto i palestinesi a migliaia e migliaia, si sente in imbarazzo davanti alle accuse di teppismo contro cittadini europei, giornalisti, parlamentari, attivisti. La Flotilla, per esempio, serve a questo: a sfidare il peggio di Israele per aiutare il meglio a svegliarsi. E di questo, per esempio, andrebbe ringraziata.
