Nel laghetto
Caffè Scorretto
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C hi l’avrebbe detto? Non solo il gioiello archeologico portato alla luce dieci anni fa da Franco Alessandro Molosso Maltarel von Rosenfranz, dove per 40 euro ammiravi le colonne d’epoca in cementus betonierae e le scalinate anticate a mano, era falso come una banconota da 6 euro, ma in più lui non si chiamava così.
L’Anfiteatro marittimo berico Porto degli Angeli impastrocchiato nel Vicentino è tornato d’attualità per la condanna definitiva del suo inventore. Un po’ colpisce che il fatto che andrà in carcere: con una condanna a due anni e quattro mesi ci si poteva aspettare i servizi sociali o un qualche altro ammorbidente, e invece no. Forse più che l’abuso della credulità popolare paga il disinvolto sbancamento di una collina, di fatto la punizione è severa (ed è giusta, se ha senso esprimersi, ma gli va dato atto di non aver intimato a Mattarella di graziarlo). Restano i luoghi violati: l’imputato avrebbe dovuto rimetterli a posto ma non ha provveduto, ora l’esborso potrebbe gravare sulle casse pubbliche. Un’idea sarebbe lasciare tutto com’è farne un parco del Falso. Sul colonnato si potrebbero scolpire le fake news putinofile, per ogni scalino una promessa elettorale tradita (già con la giustizia si copre una gradonata). Immerse nel laghetto, le cose che non sapremo. E nel verde cupo dell’acqua indovini le carpe che guizzano fra le alghe e le chat di Delmastro.
