B asta, un po' di silenzio. Certi drammi vanno obbligatoriamente raccontati e giustamente commentati senza però superare il giusto limite, trascurare l’obiettività e il rispetto delle persone. Della vicenda che ha portato in carcere Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e nove mesi per duplice omicidio dei rapinatori si sono, artatamente, superati i toni nell’intento di annebbiare la sostanza per trovare l’ingiustizia nella giustizia. I social network esondano trascinando i fondi tossici dell’umana ignoranza, i bar sono aule di giustizia e la politica come al solito divisa e divisiva tra chi sta con la legge applicata dai giudici su volere dei parlamentari ma disconosciuta quando c’è mezzo il tornaconto elettorale. Anche Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha rinunciato al week-end su Marte per studiare il caso e sentenziare: dovevano arrestare i giudici e il pm. Che il caso gli sia stato raccontato dal suo referente romano o da altri italian friends questo signore ci mancava, si sentiva la necessità dell’americano che tenta di contaminare le tre sentenze come l’antagonista nel romanzo di Fleming “Agente 007 -Missione Goldfinger”, la riserva aurea di Fort Knox. Siamo davvero una “Strana famiglia” che vive “in un bel Paese sorridente dove si specula allegramente sulle disgrazie della gente”. Siamo quelli cantati da Gaber, quarant’anni fa.

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