L a Regione per rafforzare, meglio sarebbe resuscitare, gli ospedali e i servizi territoriali, ha varato un piano per l’assunzione di 500 medici e 1000 infermieri, da qualunque parte provengano. Se la “penuria di professionisti” è stata, e ancora è, la causa prima del disastrato sistema sanitario, non è semplice curiosità capire perché la Regione o l’Ares per anni se la son tirata tamponando la situazione alla bell’e meglio, inventando le Ascot e i medici a gettone anziché attivare questo piano. Alla solita risposta “cercammo ma non trovammo”, una domanda sorge spontanea: ma se questi professionisti sono stati cercati finanche “in su corru e sa furca”, dovunque, senza trovarne, com’è che adesso possono saltarne fuori 1.500? Ma quando i pochi camici bianchi si trasferivano armi e stetoscopi all’estero o sposavano la libera professione o la sanità privata, dove eravate? Si tratta di un piano solido o il solito tirare a campare aspettando l’esercito di liberazione della Todde? La Regione per essere credibile deve spiegare il piano non attraverso le veline d’uso ormai corrente che non comprendono le domande scomode spesso rivelatrici di verità nascoste. Intanto attrezziamoci all’attesa con i pochi medici in campo, gli eroici pensionati e gli specializzandi. E se l’amore per la causa non dovesse bastare proviamo con la borsa: per la vita, ne vale la pena.

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