Viva il Lupus
Caffè Scorretto
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R aiRadio 1 ha cancellato “Lupus in fabula”, i dieci minuti di cultura, attualità e libero pensiero che Pietrangelo Buttafuoco proponeva agli ascoltatori nella fascia 6,50-7, quella fra l’ultimo sbadiglio e il primo caffè. Lui non lo dice, ma per chiunque è una punizione per aver aperto alla Russia la Biennale di Venezia, che lui dirige. Una scelta che ha imbarazzato il governo – fermamente e dignitosamente filoucraino – ed è costata alla Biennale due milioni di contributi Ue. Si direbbe una mossa da elefante nella cristalleria, se non fosse che Buttafuoco è un cristallo in un’elefanteria. È uno dei pochissimi per i quali il verso brechtiano “ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano tutti occupati” suona azzeccata, non stucchevole. È capace di passare da fascio per lealtà verso il proprio anticonformismo e poi lasciare di stucco i nostri Maganelli quando scoprono che si è convertito all’Islam sciita. È un purosangue indomabile, è chiaro che se lo imbrigli in un istituto culturale di rilievo mondiale un paio di calci li sferra. Ed è capace, in nome della libertà di pensiero, di accogliere un’arte che non può essere che di regime. Perché punire Buttafuoco di essere Buttafuoco? E soprattutto, perché punire lui e anche noi azzerando un programma che faceva meravigliosamente (recuperatelo, se vi capita, su RaiPlay)? Neanche fosse amico di Lavitola.
