La rieducazione
Caffè Scorretto
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N on so se Enrico Fiumana e il suo compagno di classe, del quale ignoro il nome, sono stati promossi all’esame di maturità. Le cronache, che avevano parlato di loro nelle ultime settimane dell’anno scolastico, se ne sono disinteressate. O forse io mi sono distratto. Sono curioso di sapere se si sono ravveduti dal grave oltraggio commesso esponendo nel liceo Vincenzo Monti di Cesena, da loro frequentato, uno striscione con la scritta «L’Italia agli italiani». Che altro non è se non la sintesi del pensiero patriottico di Giuseppe Mazzini. Appena commesso il “reato” sono insorti preside e professori, che hanno rifilato ai rei un sei in condotta. L’amministrazione comunale di centrosinistra ha dichiarato che con quel cartello i due studenti «hanno offeso tutta la città». Addirittura. Per punizione hanno dovuto presentare una «tesina riparatoria» imperniata sul libro breve di Guido Barbujani “Gli africani siamo noi”. Barbujani è un genetista e evoluzionista di valore dell’area progressista e laica. In questo pregevole saggio smantella le teorie razziali dimostrando come tutti discendiamo da antenati africani. Imporre però ai due studenti questo testo come lettura punitiva e riparatrice significa che «L’Italia agli italiani» è ritenuto un concetto razzista. E la sanzione pare un tentativo di rieducazione politica. Come ai tempi felici del catechismo sovietico.
