Povero Otello
Caffè Scorretto
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E sultate!: è la squillante, celeberrima entrata in scena di Otello nell’omonima opera lirica di Giuseppe Verdi. Un avvio folgorante, impegnativo anche per sommi tenori. Con questo acuto il Moro di Venezia, valoroso generale di origini africane, annuncia trionfalmente al popolo lagunare la vittoria della Serenissima sul nemico musulmano. Ma d’ora in poi nessuno potrà più esultare: né Otello né il popolo veneziano e nemmeno noi. Otello non sarà più quel maschio potente, passionale e geloso inventato dal Bardo. La Royal Shakespeare Company il 13 febbraio manderà in scena un’interpretazione rivoluzionaria della famosa tragedia. Il titolo non cambierà, ma il protagonista sì: sarà una donna, nera e lesbica, che avendo il comando di un’organizzazione militare, detiene una posizione di potere. La sua amante è una giovane, si chiama Desdemona. L’opera sarà ambientata in un futuro distopico: marziale e catastrofico a causa del cambiamento climatico antropico. Ne sarà protagonista Sharon D. Clarka sposata con Susie McKenna, attrice e produttrice; regista sarà Monique Touko di origini africane. La stessa Royal Shakespeare Company ha definito questo spettacolo «una versione di Otello super woke». É la guerra dei nani di oggi contro i giganti di ieri artefici della nostra Storia. Per invidia ne distruggono le grandi opere con pretestuose idiozie.
