A bocce ferme si ragiona meglio. A caldo abbiamo accostato gli esiti delle elezioni nel Land tedesco Sassonia Anhalt al piano di riarmo della Germania, che mira a costituire l’esercito più potente d’Europa. Grandi giornali e giornalisti di vaglia, non solo di sinistra, hanno disegnato a tinte fosche un possibile futuro figlio di un triste passato. Lì per lì pensieri angosciosi ci hanno turbato. Che non sia quel Land la punta di un iceberg? Poi abbiamo ragionato. L’Afd, il partito vincitore, è stato definito di “estrema destra”; il suo successo straripante dipinto come un’onda nera. In base a quali evidenze? Nessuna. La Sassonia Anhalt rappresenta territorialmente il 5,7 per cento della Germania e il 2,6 per cento della popolazione tedesca. La sua influenza sui risultati delle prossime elezioni politiche in Germania sarebbe quasi ininfluente. Dalle dichiarazioni degli elettori emerge che si è trattato di un voto non ideologico, non nostalgico ma punitivo, un segnale forte inviato al panorama politico tedesco e europeo. Un voto contro la remissiva tolleranza dell’immigrazione illegale e dell’invadenza islamica; contro la follia del progetto green della Ue, che pone limiti alla libertà degli stati e impoverisce l’economia. Un voto di ribellione al progressismo ideologico senza limiti e senza frontiere. Uno sprone nelle reni delle forze politiche tedesche e europee.

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