L a Faac Technologies, gruppo specializzato in sistemi di automazione e controllo accessi, con sede a Zola Predosa vicino a Bologna, vale 3 miliardi, fattura 700 milioni di euro e nel 2025 ha incassato utili per 30 milioni. Il gruppo controlla 56 società dislocate in 31 Paesi su 5 Continenti; 4.400 dipendenti, 481 in Italia. Il colosso è di proprietà dell’Arcidiocesi di Bologna che l’ha ereditata per il 66 per cento da Michelangelo Manini, figlio del fondatore Giuseppe e per la restante parte acquistata nel 2015. Siccome il denaro sarebbe “lo sterco del diavolo” il che escluderebbe il miracolo, l’immenso patrimonio non può che essere buona e santa opera del management e del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, “padre” e mai “padrone”, che ha destinato il 100 per cento dei 30 milioni di utile a opere di carità attraverso la Caritas e altre associazioni religiose. A un fondo americano che ha bussato alla porta della Chiesa bolognese con 3 miliardi tra i denti, il cardinale ha risposto picche, non si vende: “i fondi hanno come unico obiettivo i profitti mentre per noi il centro dell’economia deve essere l’uomo”. Questa è la Chiesa dell’Amore che abita in don Matteo cardinale e in quanti vivono e fanno vivere il Vangelo: “avevo fame e mi avete sfamato, ero nudo e mi avete vestito”. Cristiani “scomodi” per potenti sfacciatamente comodi.

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