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Ritiri, svenimenti e collassi: Australian Open al via, l'aria è irrespirabile

Iniziate, interrotte e poi riprese le gare di qualificazione, mentre i big si allenano al coperto. Una tennista e un raccattapalle sono svenuti, i fumi degli incendi rendono l'aria irrespirabile
la jakupovic a terra
La Jakupovic a terra

In molti lo temevano, e sta succedendo: l'emergenza incendi sta colpendo anche gli Australian Open.

Sono in corso le qualificazioni del primo Slam stagionale, ma a Melbourne e in altre zone dello Stato australiano di Victoria si respira la peggiore aria del mondo. Parliamo di zone particolarmente colpite dagli incendi e investite dai fumi delle zone boschive che sono ancora in fiamme nella parte Nord Est dello Stato.

Il fumo ha costretto al rinvio della prima giornata delle qualificazioni e alla sospensione degli allenamenti, quando ormai manca meno di una settimana all'avvio del primo Major del 2020.

Nonostante tutto, il torneo è partito. E mentre i big, non impegnati nelle qualificazioni, si allenano al coperto, non si può dire lo stesso degli atleti meno forti, il cui torneo è già cominciato.

L'interruzione delle partite, poi riprese, è arrivata dopo il ritiro di Dalila Jakupovic - che stava anche vincendo - nel match contro la svizzera Voegele. La Jakupovic ha accusato una crisi respiratoria che l'ha fatta finire in ginocchio durante la gara: "Avevo paura di svenire", ha detto. "Non ho l'asma e non ho mai avuto problemi di respirazione. Quando gli scambi si sono allungati non riuscivo più a respirare e sono caduta a terra".

Stessa cosa accaduta a un raccattapalle durante un match di esibizione al Kooyong Classic - sempre a Melbourne - tra Maria Sharapova a Laura Siegemund. Un raccattapalle è collassato durante la partita, poi interrotta per l'aria irrespirabile.

E diversi altri match sono stati interrotti perché gli atleti accusavano problemi di respirazione.

In molti chiedono che le partite siano posticipate e accusano l'organizzazione del torneo. A partire proprio dalla slovena Jakupovic: "Non ci fa bene alla salute, non ci possono costringere a scendere in campo in queste condizioni. Oggi sono rimasta sorpresa, pensavo che non avremmo giocato e invece non ci danno possibilità di scelta".

"Federer e Djokovic giocherebbero in queste condizioni?", polemizza invece sui social Noah Rubin, numero 249 del mondo impegnato nelle qualificazioni.

(Unioneonline/L)

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