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L'appello

Nuoto, la federazione sarda scrive alla Regione: "Risollevare lo sport isolano"

Solo il nuoto porta negli impianti 50 mila persone
un iimagine della piscina all aperto di lu fangazzu a sassari (foto dal profilo facebook sport full time)
Un'iimagine della piscina all'aperto di Lu Fangazzu a Sassari (foto dal profilo facebook Sport Full Time)

Lo sport messo in ginocchio dall'emergenza coronavirus. Soprattutto in Sardegna, che pagherà carissima la mancata disputa degli eventi nazionali e internazionali. Ecco perché Danilo Russu, presidente del Comitato Sardegna della Federazione Italia Nuoto, chiede un tavolo di concertazione per risollevare il comparto sportivo sardo alle massime cariche politiche regionali, in primis al presidente della giunta Christian Solinas, al presidente del Consiglio regionale Michele Pais e al'assessore regionale allo Sport Andrea Biancareddu.

Il presidente della Federnuoto sarda dice: "Il contributo che lo sport dà alla vita quotidiana del nostro Stato è di valore incommensurabile. L'enorme lacuna di un piano ragionato a livello nazionale viene in parte colmata dall'operato delle Associazioni Sportive che con tanto spirito di abnegazione curano i vivai. Qui in Sardegna la chiusura improvvisa degli impianti ha causato danni economici su larga scala, coinvolgendo nel limbo dell'incertezza società, utenti e in particolar modo migliaia di tecnici sportivi che garantiscono il servizio con la massima qualità e rinomate doti professionali. La sopravvivenza dello sport nella nostra isola dovrebbe essere garantita al pari degli altri settori economici, turistici, industriali. Non dimentichiamo che le manifestazioni internazionali organizzate nel territorio, specie durante la stagione calda, rappresentano un forte richiamo per i vacanzieri, con la possibilità di diffonderne l'immagine in tutto il mondo".

Solo il nuoto coinvolge 50 mila appassionati negli oltre 40 impianti dislocati in tutta l'isola." Le nostre discipline quali nuoto, pallanuoto, nuoto sincronizzato, salvamento, sono tra le più praticate nella nostra regione, sia a livello base, sia agonistico. Alle piscine si accostano poi le donne in attesa, gli appassionati di terza e quarta età. Nella nostra programmazione federale annuale sono annoverati anche i corsi per la formazione professionale di assistenti ai bagnanti (circa seicento l'anno) che d'estate garantiscono la sicurezza nelle nostre spiagge. Ultimo in questa elencazione, ma vitale nell'esercizio delle nostre funzioni, è la cura delle fasi concernenti pre agonismo e agonismo corroborate da un esercito di circa seicento istruttori a cui si aggiunge un altro centinaio di persone che si mantiene economicamente tenendo a galla un sistema piuttosto articolato".

La lettera si conclude con l'auspicio di Danilo Russu rivolto ai massimi attori politici regionali: "Alla luce di questa apida dissertazione e del fatto che difficilmente si riprenderà prima di giugno, sarei lieto se da parte vostra ci fosse un'attenzione particolare al mondo dello sport e del nuoto. Sono altresì disponibile qualora ci fosse l'intenzione di organizzare un apposito tavolo di lavoro".

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