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L'allarme

Coronavirus, i centri ippici chiedono aiuto: "Troppi costi e nessun guadagno"

La Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) nell'Isola conta circa 2.600 tesserati e 48 associazioni sportive equestri dilettantistiche
il centro ippico di ortacesus
Il centro ippico di Ortacesus

Con la sospensione del mondo dello sport, a causa dell'emergenza Covid-19, i centri ippici stanno andando incontro a dei costi fissi imprescindibili. A soffrire è l'intero settore dell'equitazione, in cui la Sardegna vanta una lunga e prestigiosa tradizione, da tutti invidiata.

A tale proposito, la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), che nell'Isola conta circa 2.600 tesserati e 48 associazioni sportive equestri dilettantistiche, ha lanciato un accorato grido d'allarme in quanto, a differenza degli altri sport, nei quali il fermo attività, derivante dai provvedimenti governativi, si traduce solamente in un mancato introito, gli sport equestri soffrono, non solo del mancato guadagno ma, soprattutto, dei costi di mantenimento dei cavalli, i quali hanno comunque bisogno di essere accuditi quotidianamente e di essere mantenuti nonostante non siano in attività.

Lo stesso Comitato Regionale Fise dichiara che il numero di cavalli tesserati, attualmente, è pari a 862 da cui deriva, per i rispettivi circoli di appartenenza, un costo mensile di 300-350 euro a capo, a seconda del numero di cavalli per dipendente.

I consiglieri regionali Francesco Mura, Fausto Piga e Nico Mundula (Fratelli d'Italia) hanno scritto una lettera all'assessore regionale dell'Agricoltura e Riforma agro-pastorale Gabriella Murgia e al Commissario straordinario dell'agenzia Agris M.V. Raffaele Cherchi per presentare alcune proposte di interventi a sostegno delle associazioni sportive equestri dilettantistiche regionali.

"Sarebbe opportuno valutare con attenzione la possibilità di riprogrammare le risorse disponibili presso Agris - propongono i consiglieri regionali -, a eccezione di quelle destinate a titolo di provvidenze/premialità in favore degli allevatori, rimodulando magari le misure inizialmente destinate per le varie competizioni ippiche e concorsi equestri inseriti nel calendario 2020".

I gestori dei diversi circoli ippici della Sardegna sono già in affanno e, stante l'incertezza sulla durata di questa epidemia, a breve saranno travolti dallo sconforto più totale.

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