SPETTACOLI

l'intervista

Arisa: "A Sanremo per ripartire. Un anno ferma? Ho sofferto molto"

La cantante, "veterana" del Festival, apre le danze: "Grande emozione". Nella serata delle cover canta Pino Daniele con Michele Bravi
arisa (foto ufficio stampa)
Arisa (foto Ufficio stampa)

Sette volte in gara (e all'attivo due vittorie, una tra i Giovani nel 2009 con "Sincerità" e una tra i Big nel 2014 con "Controvento"), tre volte ospite e, nel 2015, addirittura co-conduttrice con Carlo Conti ed Emma.

Arisa - 38 anni, nata a Genova ma cresciuta in Basilicata - a Sanremo è di casa, "anche se quest'anno è tutto diverso", racconta a Unionesarda.it. Tanto per cominciare niente hotel ma appartamento in affitto con la sorella e il suo staff, tutto al femminile: "Facciamo ben poco, io canto, mangio e dormo". Ma forse, rispetto al solito tritacarne che è la tradizionale settimana di Sanremo, è addirittura meglio per un'artista come lei: "Ci si distrae molto di meno dalla perfomance, che è la cosa più importante".

La canzone che porta in gara è "Potevi fare di più", confezionata per lei da Gigi D'Alessio: un brano intenso, che racconta la fine di una relazione tossica e di una donna "che cerca e trova la forza di dire basta ai continui tentativi di tenerla in piedi".

Farà parte del suo prossimo album di inediti. Mentre domani, per la serata delle cover, Arisa omaggerà Pino Daniele con "Quando" in duetto con il cantautore Michele Bravi.

Arisa, lei ha aperto la prima serata del Festival più "strano" di sempre, una bella responsabilità. Come è andata?

"Ero molto emozionata ma devo dire che è andata bene, sono soddisfatta. Penso di essermela cavata anche perché non era facile...".

Perché?

"Non è stato semplice per me tornare sul palco dopo tanto tempo. Ho sofferto molto, come tutti naturalmente, il fatto di stare 'ferma' per un anno intero".

Come ha trascorso il lockdown?

"Prevalentemente nel mio appartamento a Milano. Non cantare mi ha fatto molto male anche se ho provato a fare un po' di musica a casa. Ecco perché ora sono felice di esserci. Credo che Sanremo sia il simbolo della ripartenza, il momento in cui iniziano ad esserci nuove opportunità per la musica".

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una splendida noemi
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Anche se è un Sanremo molto particolare... come lo vive da "veterana"?

"E' tutto molto diverso dal solito. Non ci sono feste, non ci sono neanche passeggiate. Quest'anno ho scelto di prendere una casa con mia sorella e le ragazze del mio staff. Stiamo cercando di passare il tempo nel miglior modo possibile, in compagnia. Io, senza troppe distrazioni, mi sto focalizzando sulla performance. Devo dire che è meglio! Sicuramente si dorme di più".

Ci racconta della canzone che porta in gara, "Potevi fare di più"? Come è nato il progetto?

"La canzone, che ha scritto Gigi D'Alessio, per me è molto bella, l'ho ascoltata per la prima volta a ottobre-novembre e mi è piaciuta subito. Ho trovato che fosse una reale confessione, di una verità spiazzante. A tutti noi è successo di avere una storia d'amore ormai finita ma che trascinavamo da tempo, e chissa quante persone si trovano anche adesso in quella condizione".

Sembra che lei l'abbia fatta molto sua...

"Molto. Quando si è infelici si pensa di non avere via d'uscita. E invece la soluzione si trova, anche quando sembra impossibile".

Giovedì nella serata delle cover canterà con Michele Bravi "Quando" di Pino Daniele. Ha scelto lei il brano?

"Sì, io amo molto Pino Daniele. La prima volta l'ho registrata da sola, poi ho pensato che sarebbe stato carino farla con Michele Bravi. Ci conosciamo da un po' ma al di là dell'amicizia credo sia una delle voci maschili più belle che abbiamo in Italia. Lui era entusiasta, ha detto subito di sì".

Anche quest'estate è stata in Sardegna...

"Sì, cerco di venirci tutte le volte che posso. Sono stata a Tempio Pausania, dalle parti di Porto Cervo, ma anche nel Cagliaritano. Devo dire che è sempre un'esperienza molto piacevole. Anzi me lo fa un favore?".

Certo, mi dica.

"Mi saluti tanto la mia amatissima Sardegna, è un posto meraviglioso e spero di tornarci il prima possibile".

© Riproduzione riservata

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