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Dal lockdown alla super vincita in tv

Damiano Aresu sbanca "Chi vuol essere milionario"
damiano aresu in tv (l unione sarda)
Damiano Aresu in tv (L'Unione Sarda)

Durante quelle lunghe giornate chiusi in casa quella vocina gli rimbombava nella testa. «È la tua risposta definitiva? L'accendiamo?». È infatti durante il lockdown che Damiano Aresu 39 anni, ha deciso di mandare una mail per partecipare alla famosa trasmissione di Canale 5 "Chi vuol essere Milionario" condotta da Gerry Scotti. E non solo è stato selezionato ma è anche riuscito a portare a casa 70 mila euro.

Felice come un bimbo

«Sono felicissimo - racconta -, mi sono sentito come un bambino nel paese dei balocchi. Al di là della vincita che fa certamente piacere, è stata un'esperienza irripetibile». Laureato in lettere, dipendente di Amazon, Aresu è da sempre appassionato di quiz. «Non mi sono mai perso una puntata di "Chi vuole essere Milionario", fin dall'esordio vent'anni fa. Sono un lettore frenetico di quotidiani e riviste che indubbiamente sono molto importanti per partecipare a programmi come questi».

L'avventura in tv

Ed è proprio il suo ricco bagaglio culturale ad avergli fatto superare lo scoglio della domanda da 70 mila euro: avere voce in capitolo è un detto che ha origine da dove? . «Mi sono ricordato che il capitolo è un organo della diocesi - dice -, e così non ho avuto dubbi a dare la risposta numero due "un gruppo religioso"». Messi in saccoccia i 70 mila, ha poi tentato la scalata ai 150 cadendo su una domanda sul grande Cole Porter. «Tra l'altro ho dato la risposta che avevo scartato all'inizio. Ho seguito la logica anziché l'istinto ma è andata bene anche così. Avevo comunque la tranquillità che quei 70 mila euro erano già miei». È il finale di una storia inattesa. «Mi avevano risposto un minuto dopo aver mandato la mail, quasi non ci credevo. Poi c'è stata una seconda selezione su Skype e poi una terza ad agosto in un hotel a Roma. Le domande si facevano via via più difficili, ma alla fine mi hanno detto che ero stato preso». Da lì inizia l'attesa per le registrazioni del programma avvenute a fine settembre, accompagnato dal fratello, dalla cognata e dal cugino Pierandrea, che collabora con Videolina: «Ma in quel lasso di tempo non ho studiato - rivela -, è talmente ampio il campo di domande che non è come un concorso. Non puoi prendere un libro. L'unica cosa importante è magari spulciare le notizie di giornali e riviste internazionali».

Niente spese folli

Su come spenderà quei soldi giura di non averci ancora pensato: «Non sono uno di quelli che corre a comprarsi un orologio di lusso o una moto. Sono più una formichina che investe e mette da parte. Di certo darò qualcosa in beneficenza. È una bella somma ma bastano due guai per farla fuori: un bagno che si rompe, due denti che cadono. È stata come una bella vacanza e ho conosciuto Gerry Scotti, un professionista incredibile».

Giorgia Daga

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