SPETTACOLI

l'intervista

Philippe Renault, il francese ambasciatore della Sardegna

Trent'anni fa arrivava nell'Isola uno dei direttori artistici più influenti del panorama internazionale
melissa satta philippe renault con la moglie samantha crippa e giorgia palmas (foto l p )
Melissa Satta, Philippe Renault con la moglie Samantha Crippa e Giorgia Palmas (foto L.P.)

Un francese che promuove le bellezze della Sardegna? Sì, è possibile quando si ha l'occasione di incontrare Philippe Renault, uno dei più noti imprenditori dell'intrattenimento a livello internazionale.

L'estate nera del Coronavirus è la sua trentesima nell'Isola. Da quando ha conosciuto la Sardegna non l'ha più lasciata e ogni anno trascorre alcuni mesi, non solo per seguire le sue creature ma soprattutto "per vivere le meraviglie di un'Isola che incanta" dice Renault che quando parla della sua seconda patria sfoggia un sorriso solare.

"Anche quest'anno sono riuscito ad arrivare in Sardegna, nonostante le difficoltà causate dall'emergenza sanitaria, e domenica festeggerò il mio compleanno con un grande evento al Just Cavalli che dedicherò alla mia mamma, scomparsa di recente".

Dal 1991 le estati del celebre pr, manager e direttore artistico, tra i più noti e richiesti nel circuito del top entertainment, sono targate Porto Cervo.

La sua rete di conoscenze spazia in tutti i Continenti e grazie al suo savoir-faire, la sua cultura e la raffinata sensibilità, i locali che si sono avvalsi delle sue capacità hanno sempre riscosso trionfi sorprendenti facendo parlare le cronache mondane più seguite.

"Ho sempre promosso una movida improntata sul divertimento genuino con alcuni ingredienti imprescindibili come cibo di qualità, vini pregiati, ottima programmazione musicale e intrattenimento garbato e mai sopra le righe. Ed io stesso sono stato un DJ e producer molto attivo negli anni '80/'90."

Chi ha partecipato ai suoi eventi ha potuto apprezzare il senso dell'amicizia e della comunità che si crea nelle serate targate "Philippe": elementi che solo menti aperte sanno creare mettendo insieme spiriti liberi e intelligenze fuori dal comune.

"In 30 anni di attività - spiega il manager francese - il locale più longevo che ho seguito è stato il Pepero con incursioni al Billionaire di Flavio Briatore, al Country Club e al Fiat Playa di Porto Rotondo.

Annate indimenticabili quelle nello storico locale di Gianni Principessa dove ho chiamato per esibirsi grandi artisti e cantautori amatissimi, da Gigi D'Alessio a Patty Pravo fino a Amii Stewart, Fiorello e ai grandi big della consolle che iniziarono la loro carriera proprio al Pepero. In tempi non sospetti ho proposto, al pubblico sardo e ai turisti, giovani promettenti come Martin Solveig, Bob Sinclar, Black Coffe, Solomun e grandi maestri della house music come Little Louie Vega, David Morales, Cece Rogers, Frankie Knuckles e tanti altri".

"Ora sono delle vere e proprie star" e Philippe Renault aveva intercettato il talento di questi fuoriclasse.

"Gli anni '90 sono stati forse i migliori - spiega Renault - In quel periodo i deejay più gettonati del mondo erano italiani e sfidavano ad armi pari i mostri sacri americani".

E lui faceva parte di questa vague tricolore.

"In ogni progetto che realizzo c'è sempre tanta Sardegna, dal food al beverage, fino al personale e a buona parte degli ospiti musicali. Amo questa terra e immaginare l'estate senza le meravigliose spiagge sarde sarebbe impossibile".

Oggi Philippe Renault è uno dei guru del Just Cavalli, la creatura di Roberto Cavalli che ha ereditato la tradizione del Pepero.

Un'operazione a lungo termine che il grande stilista fiorentino ha voluto intraprendere per poter aumentare il suo network nel mondo: da Valencia a Parigi, da Milano ad Atene, da S. Tropez sino a Dubai, quel nome è diventato sinonimo non solo di alta moda ma anche di serate al top del divertimento.

E il re è sempre lui, il francese, adottato dalla Sardegna, che ama il mare della Gallura.

L.P.

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