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Settanta artisti per Bauleni

Musica e solidarietà, post Covid, nel cuore dell'Africa
tutti i protagonisti del video
Tutti i protagonisti del video

La musica come molla per la solidarietà, una molla capace di saltare in ogni angolo del mondo per unire voci, suoni, emozioni e tanto amore per il prossimo, anche quello più lontano. Nelle lunghe settimane di lockdown è stato realizzato un piccolo miracolo di musica e tecnologia: è il progetto "Africa Sarda AID for Bauleni", un video musicale "a distanza" per raccogliere i fondi necessari ad aiutare la popolazione del ghetto di Bauleni, in Zambia nel post lockdown.

Non è stato scelto un luogo a caso: nel ghetto di Bauleni ha trovato casa la meravigliosa "Africa Sarda Studio" uno studio di registrazione-scuola di musica fortemente voluto dalla cantante di Carbonia Carla Cocco (da cui Africa Sarda) all'interno dello "Steve Biko Social Center" della ONG zambiana "In& Out of the ghetto". L'artista sulcitana aveva lanciato una campagna di raccolta fondi on line nel Natale del 2017 ed era riuscita a coinvolgere centinaia di persone finché non furono raggiunte le cifre necessarie a realizzare l'incredibile sogno che Carla battezzò "La mia più sensata follia". Sono passati tre anni e il sogno di Carla è cresciuto ancora grazie alle persone che la cantante ha incontrato in questo cammino di musica e solidarietà che, ad un certo punto, si è fuso con il suo percorso di vita. In particolare quando il suo entusiasmo ha contagiato Andrea De Luca, il blues man romano che che è anche il suo compagno e padre della sua bambina, Miúcha, nata sette mesi fa. Proprio da Andrea è partita l'dea di "Africa Sarda AID for Bauleni" che, manco a dirlo, ha convinto Carla in un millesimo di secondo.

Andrea De Luca davanti al mare di Sant'Antioco
Andrea De Luca davanti al mare di Sant'Antioco

Che a Bauleni ci sia sempre bisogno d'aiuto è facile comprenderlo. È un ghetto di circa 80.000 persone che si trova alla periferia di Lusaka (Zambia) e da quelle parti la grande paura per la pandemia da coronavirus ha costretto tutti a ingegnarsi: il virus ha messo in ginocchio il mondo intero, solo l'idea che potesse arrivare con quella potenza distruttiva in Africa ha fatto tremare tutti. Per questo, racconta Carla "le donne del posto hanno iniziato a cucire mascherine coloratissime e meravigliose che se non ti salvano dal virus, quantomeno proteggono le altre persone in caso di contagiati asintomatici. "Nei giorni della grande paura lo Steve Biko Social Center che ospita Africa Sarda - racconta Carla - è diventato un centro di sensibilizzazione e di informazione per il coronavirus, sono stati attivati workshop sull'argomento, distribuiti depliant informativi, mascherine, guanti e sanitizzanti acquistati dalla Ong In&Out of the Ghetto con le donazioni ricevute durante la quarantena".

Ovviamente, esattamente come è accaduto in Italia e in gran parte del mondo, l'attività musicale di Africa Sarda si è dovuta fermare e Carla, Andrea e la piccola Miúcha sono rimasti in Sardegna dove, poco prima della quarantena, avevano trasferito la sede di Africa Sarda a Tratalias, nel Sulcis Iglesiente. "La struttura in Sardegna - spiega ancora Carla - è un altro piccolo grande progetto che si realizza: se non fosse esplosa la pandemia sarebbe dovuto essere operativo da aprile e avrebbe dovuto garantire anche alle persone meno abbienti l'accesso all'istruzione musicale". Esattamente, come nella gemella Africa Sarda in Zambia dove però ora occorre pensare a un gigantesco problema: se nel mondo occidentale si sta per affrontare una grande crisi economica, la stessa crisi in Zambia e negli altri paesi africani potrebbe essere devastante. E il ghetto di Bauleni non ne sarà escluso.

Nel piccolo Steve Biko Social Centre è attiva una sorta di scuola materna: "È un progetto chiamato "Biko Kids Club", ci sono circa 50 bambini, dai 3 ai 6 anni, tutti provenienti da famiglie in difficoltà economica, ai quali si garantisce un'istruzione che altrimenti gli sarebbe negata. La In&Out si fonda sul concetto di sostenibilità, partecipazione e responsabilità della comunità stessa: le famiglie che possono permetterselo offrono un piccolissimo contributo per la copertura delle spese, ma la maggior parte non può. Il resto dei soldi viene dalla "Bottega", un ristorante italo-zambiano nonché progetto di sostenibilità della In&Out nel quale sono impiegati i ragazzi del ghetto". Per via della pandemia tutto oggi è chiuso, nessuna famiglia può più dare il proprio contributo e la scuola rischia di chiudere per mancanza di risorse. Come aiutare tutti? Con una raccolta fondi che Andrea e Carla hanno deciso di attivare coinvolgendo decine di meravigliosi amici sparsi in tutto il mondo. Tutti, esattamente 70 persone tra musicisti e "ordinary people" di 17 diversi Paesi del mondo tra cui Italia, Zambia, Etiopia, Brasile, Ecuador, Stati Uniti, Regno Unito, Olanda, Germania, Grecia, Repubblica Ceca, India, Marocco e tanti altri, si sono alternati in una cover famosissima e dal significato carico di positività: "I can see clearly now" di Johnny Nash.

Carla Cocco, alle spalle uno dei castelli minerari di Carbonia
Carla Cocco, alle spalle uno dei castelli minerari di Carbonia

Il piano era molto chiaro: a ogni musicista è stato chiesto di suonare o cantare l'intero brano davanti alla videocamera e di inviare poi ogni filmato, via web, a Andrea De Luca (che a sua volta ha cantato e suonato le sue lap steel guitars con lo sfondo del mare di Sant'Antioco) che ha avuto il compito di assemblare e mixare oltre 50 tracce musicali, dando vita ad un arrangiamento musicale unico. Carla Cocco,anche lei protagonista con la sua meravigliosa voce, e che ha scelto come teatro della sua esibizione i castelli minerari simbolo della città di Carbonia, si è occupata della regia e del montaggio video in cui è protagonista anche Miúcha insieme alla sua coetanea Stella. Il risultato è stato un concentrato di musica e amore che fa venire i brividi.

Tanti i protagonisti di questo piccolo miracolo, tra questi alcuni nomi di personalità che hanno fatto la storia della musica nel mondo. Ad esempio Roberto Menescal, fra i capiscuola della bossa nova insieme a Tom Jobim e Vinicius De Moraes. E poi John Peter, famosissimo soulman delle isole Galapagos, voce scelta per cantare l'inno nazionale dell'Ecuador; Dean Bowman, newyorchese definito da Madonna "la voce di un Dio" e ingaggiato da John Scofield per un tour mondiale dedicato al grande Ray Charles. Non poteva mancare l'apporto del ghetto di Bauleni, con Serai, cantante leader insieme ai suoi fratelli di una delle più importanti band gospel africane, i Peace Preachers. Nella squadra di Carla e Andrea anche Lisa Mann, cantante bassista statunitense pluripremiata con Blues Music Awards e riconoscimenti internazionali e, dalla Sardegna, anche Fabio Leoni alias Ruido ZC, il rapper sardo leader della band Fit Prod e autore di numerose sigle del programma radiofonico "Lo Zoo di 105". Ascoltando e guardando il video ci sono anche Eddy Palermo, chitarrista samba-jazz di fama internazionale, la straordinaria cantante etiope Käyn Lab e poi il quintetto di Etno-fusion che miscela le tipiche sonorità africane al jazz e, ancora, Sumire Kuribayashi, giovane fiamma del jazz nipponico; Aidan Zammit, musicista e noto arrangiatore maltese (che nel video duetta con la figlia Lisa) e c'è anche Ismaila Mbaye, poliedrico musicista senegalese, considerato il percussionista africano più richiesto nel panorama musicale europeo: in Italia ha lavorato in tante produzioni televisive cinematografiche, l'ultima con Checco Zalone nel suo ultimo film "Tolo tolo". La bellezza mozzafiato di un fenicottero rosa colora il video di Sardegna grazie alla collaborazione con Mario Giua Marassi (Go to net studios) che ha donato a Africa Sarda le straordinarie immagini girate nel Sud Sardegna. Ma c'è anche tanta altra Sardegna nel video, in particolare tre ragazze che, in questi mesi, erano bloccate a causa della pandemia in tre diverse parti dell'Africa: Claudia Aru, affermata cantante cagliaritana e volontaria in Nigeria; Elisabetta Floris, studentessa bloccata in Uganda e Nicoletta Clavuot bloccata in Marocco.

"Lo spirito con il quale è nata l'idea di questo video è "Togheter as one - Insieme come uno" - conclude Carla - uniti per contrastare questa situazione apocalittica che nessuno avrebbe mai creduto di vivere. Fare squadra per ripartire, unirsi, fare rete, per una volta non sentirsi al centro del mondo ma capire che in questa pandemia siamo tutti uguali" Per aiutare Carla, Andrea e tutte le persone che si sono cimentate in questo progetto si può fare una donazione: tutte le indicazioni si possono trovare sul sito www.africasarda.com o contattando Carla Cocco tramite la sua pagina Facebook. Il video integrale, cinque minuti di pura emozione, lo si può trovare sul canale yutube di Africa Sarda.

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