POLITICA

Permessi per la pesca del tonno rosso fermi al palo, l'interrogazione di Vallascas: "Creiamo una filiera di qualità e più inclusiva"

Il deputato del Movimento 5 Stelle propone al ministro Bellanova di prevedere la cessione di quote anche da sistemi di pesca differenti dal palangaro, come la circuizione e la tonnara fissa

Sono state soltanto due le richieste di accesso agli ulteriori permessi disponibili per la pesca del tonno rosso presentate dagli armatori per il 2020. A portare la questione in Parlamento è stato il deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Vallascas che, in un’interrogazione a risposta orale, al ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, illustra il problema ricorrente della cessione delle quote ad altri operatori da parte degli armatori. 

Secondo quanto stabilito dal decreto del Ministero n.7398 /2020 sulla campagna di pesca del tonno rosso, gli armatori di imbarcazioni a palangaro, già autorizzate a questo tipo di pesca, possono accedere a un ulteriore permesso da cedere ad altra imbarcazione solo se rinunciano, però, a parte del proprio contingente assegnato. Il provvedimento assegna, per il 2020, cinque permessi, di cui due per il settore circuizione e tre per il settore palangaro.

Le associazioni di categoria hanno però segnalato che alla scadenza dei termini per la richiesta, lo scorso 19 maggio, sono state inoltrate solo due domande.

La motivazione sarebbe da ricercare, secondo quanto riferito da Vallascas, alla scarsa disponibilità da parte dei possessori di cedere, anche in parte, le proprie quote ad altri operatori, alla luce del loro valore di mercato lievitato negli ultimi sei anni senza alcun costo da parte dei possessori “storici”.

Una situazione non nuova. Già l'anno scorso l'iter istruttorio per far accedere cinque nuovi palangari non produsse l'adesione di nessun armatore, nonostante le proroghe.

Per questo motivo, il deputato Vallascas chiede, accanto alla proroga della presentazione delle istanze alcuni eventuali correttivi come la cessione di quote anche da sistemi di pesca differenti dal palangaro, come la circuizione e la tonnara fissa.

“Questa previsione – si legge nell’interrogazione - consentirebbe alle tonnare fisse, ad esempio, di realizzare una filiera di qualità che coinvolgerebbe operatori della pesca, della ristorazione, dell'industria conserviera, valorizzando il prodotto fresco e le tradizioni locali ed estendendo l'orizzonte temporale delle produzioni a tutto l'anno, ben oltre, quindi, il canonico periodo di pesca delle tonnare, limitato al mese di maggio”.

 

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