SALUTE

Il virologo

Crisanti: "Con oltre 10mila casi al giorno tracciare è impossibile: la Lombardia ha avuto l'onestà di dirlo"

"Urge un sistema di sorveglianza attiva: se non si tiene a bada il contagio siamo condannati a un'altalena di misure restrittive con effetti disastrosi sull'economia"
andrea crisanti (archivio l unione sarda)
Andrea Crisanti (archivio L'Unione Sarda)

È urgente, in Italia, creare un sistema di sorveglianza attiva dei casi di Covid-19 per non danneggiare l'economia: lo rileva Andrea Crisanti, dell'Università di Padova, in un documento pubblicato da Lettera 150. Con le misure restrittive dell'ultimo Dpcm, scrive, "si persiste nell'errore di non chiedersi come, ridotto il contagio con misure progressivamente restrittive, si faccia a mantenerlo a livelli bassi". Inoltre "la mancata risposta a questa domanda ci condannerà a un'altalena di misure restrittive e ripresa di normalità che avrà effetti disastrosi sull'economia, l'educazione e la vita di relazione".

Secondo il virologo "ognuno di noi vive in una rete tridimensionale di relazioni i cui piani ad esempio possono essere la scuola, il lavoro, i vicini di casa, gli amici e i parenti con interazioni sia orizzontali che verticali. Quando si identifica una persona contagiata, se si testano tutti coloro che fanno parte di questo spazio di relazioni, si trova con elevata probabilità in questo spazio di relazioni l'origine del contagio, colui che ha trasmesso l'infezione così pure chi eventualmente ne è stato contagiato bloccando in questo modo la catena di trasmissione (network testing)". Citando l'esempio della Cina, che "pochi giorni fa, per eliminare un focolaio di 10 casi, ha effettuato 10 milioni di tamponi in un giorno", Crisanti rileva infine che "il vantaggio competitivo di una economia oggi passa principalmente attraverso la tutela della salute pubblica".

IMPOSSIBILE TRACCIARE - Il vero problema, oggi, secondo Crisanti è che con con 10-12.000 casi al giorno nessun sistema è in grado di interrompere la catena del contagio.

"Se la App Immuni funzionasse a perfezione - spiega Crisanti - e venisse scaricata dal 90% degli italiani, oggi con 10-12.000 casi dovrebbe mandare 150.000-200.000 messaggi al giorno e non c'è sistema che è in grado di gestire questo". Con la capacità che abbiamo" tra 1.500 e 2.000 casi al giorno già non siamo più in grado di fare il tracciamento. Saltata la soglia non funziona più niente. La Lombardia ha avuto l'onestà di dirlo".

(Unioneonline/v.l.)

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