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Coronavirus

L'infettivologo: "Altre due-tre settimane di picco, bene le misure di contenimento"

"Se è un virus invernale, simile al virus della Sars, tanto che viene chiamato Sars Cov 2, la speranza è che inizi a rallentare con la primavera e l'estate"
un laboratorio (archivio l unione sarda)
Un laboratorio (archivio L'Unione Sarda)

I contagi da coronavirus dovrebbero continuare a salire "per altre 2-3 settimane, per poi stabilizzarsi e iniziare la fase discendente della parabola".

Così Claudio Puoti, infettivologo ed epatologo, responsabile del Centro di epatologia Istituto Ini di Grottaferrata.

Si tratta, spiega Puoti, "di un virus nuovo, molto contagioso che il nostro sistema immunitario non conosce".

Per questo le nuove misure adottate dal governo per contenere il contagio "sono adeguate, forse un po' tardive in alcune aree del paese" ma l'obiettivo adesso "è fermare l'epidemia".

Ma perché l'Italia risulta essere il secondo paese dopo la Cina per morti da coronavirus? "Secondo la mia opinione, condivisa anche da altri colleghi europei, i nostri dati sulla mortalità derivano dal fatto che abbiamo avuto la popolazione più anziana inizialmente più colpita, e stiamo conteggiando tutto, sia chi muore a causa del virus ma anche chi, affetto da altre patologie, muore con il virus". In Germania, invece, "penso che stiano contando solo i morti a causa del virus".

Sicuramente, sottolinea Puoti, "è una vicenda epocale in un paese industrializzato, mai accaduta" ma "dobbiamo far tesoro dell'esperienza della Sars che esplose nel 2008 in Oriente. La Sars iniziò a declinare verso aprile e maggio ed è stata dichiarata estinta

verso luglio-agosto. Le epidemie dunque non durano in eterno".

"I coronavirus, come i virus influenzali, parainfluenzali, sono virus tipicamente invernali. Certo, questo è un virus nuovo ma se è un virus invernale, simile al virus della Sars, tanto che viene chiamato Sars Cov 2, la speranza è che inizi a rallentare con la primavera e l'estate".

Intanto, però, è importante rispettare le regole, seppur "la linea deve essere non drammatizzare ma non sottovalutare".

(Unioneonline/v.l.)

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