SALUTE

La patologia

Psoriasi, vietato sottovalutare le terapie

Secondo otto dermatologi su dieci, i malati rinunciano spesso a curarsi nel modo più adeguato
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

A volte quando una malattia è in forma lieve e non crea particolari problemi si tende a dimenticarsi le cure, pur se sono fondamentali e vengono prescritte dal medico. Diventa quindi più difficile tenere sotto controllo la situazione, specie se questa appare visibile agli occhi degli altri, come accade per la psoriasi.

Per questa patologia la situazione sembra davvero essere questa: più è grave e meglio il malato si cura, tralasciando le terapie specie se si tratta di trattamenti locali da applicare sulla pelle.

A dirlo è un'indagine condotta da Doxapharma con il sostegno di Leo Pharma sui medici, che dimostra come per otto dermatologi su dieci il paziente con psoriasi lieve-moderata è più difficile da gestire rispetto ad altri pazienti con patologie della pelle; ansioso, preoccupato, rassegnato, difficile sono gli aggettivi che nelle parole dei medici meglio descrivono questo paziente.

Una buona comunicazione tra medico e malato è sicuramente alla base di una corretta gestione della patologia: su questo è d'accordo il 97 % degli specialisti. Ma a volte sono più difficili da gestire i pazienti con forme lievi-moderate, trattate con terapie topiche che presuppongono un ruolo più attivo e consapevole del malato, rispetto a quelli con forme moderate-gravi trattate con farmaci biologici.

L'ESPERTO - "Indubbiamente la scarsa aderenza alle terapie, soprattutto a quelle topiche, rappresenta un grande limite per la possibilità di raggiungere i migliori esiti terapeutici e quindi un migliore controllo della patologia", spiega Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l'Università Federico II di Napoli. "Per questo motivo è fondamentale ascoltare il paziente sin dall'inizio, conoscere le sue abitudini lavorative e ricreative, cercando di dare attenzione non solo alle lesioni cutanee, ma anche al vissuto emotivo del paziente e ai suoi bisogni insoddisfatti. Grande importanza deve essere fornita inoltre all'educazione dello stesso, in maniera tale che prenda coscienza della sua patologia e delle sue caratteristiche, potendo mettere in atto tutta quella serie di comportamenti e stili di vita che possano aiutare a contenere e a gestire la patologia nel lungo termine. In quest'ottica, risulta imprescindibile evidenziare al paziente che la psoriasi è una patologia cronica e pertanto necessita di una terapia di lunga durata modulata nel tempo a seconda del quadro clinico, proprio come altre patologie croniche come ad esempio il diabete".

LE CURE - Per fortuna, rispetto a quando occorreva fasciarsi per far assorbire le cure destinate alla pelle, i trattamenti sono cambiati. Ed è fondamentale studiare caso per caso la cura più efficace, in base alla gravità della patologia. "Lo scenario della gestione della psoriasi lieve-moderata è cambiato in meglio negli ultimi anni grazie alla disponibilità di nuove specialità medicinali", commenta l'esperta. Su tutti spicca la commercializzazione di un'associazione di corticosteroide topico + derivato della vitamina D in forma di spray che riesce a unire, allo stesso tempo, potenza e rapidità di azione sulle lesioni della psoriasi associate ad una formulazione comoda da usare e cosmeticamente accettabile per il paziente. Allo stesso tempo tutto ciò si coniuga anche con un'elevata tollerabilità e un bassissimo tasso di eventi avversi". Occorre, comunque, offrire un'alternativa reale ma anche psicologica al paziente che, soprattutto se affetto da psoriasi da molti anni, chiede spesso se vi siano nuovi prodotti da poter utilizzare.

Federico Mereta

© Riproduzione riservata

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