POLITICA

fiducia con 156 sì

Per Conte una maggioranza risicata. Renzi: "Governo di unità nazionale"

Nelle prossime ore vertice di maggioranza e il premier sale al Colle. Salvini e Meloni: "Parleremo anche noi con Mattarella"

"Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l'obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L'Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l'emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori".

Sono le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la fiducia - risicata - ottenuta al Senato, al termine di una seduta fiume, dove non sono mancati colpi di scena e momenti di tensione.

Alla fine il premier l'ha spuntata grazie a 156 voti a favore - con l'astensione dei senatori di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi che ha innescato la crisi - compresi quelli di tre senatori a vita e di due "ribelli" di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. E, dopo una sorta di Var chiamato dalla presidente Elisabetta Casellati, sono stati giudicati validi anche i voti a favore anche di Lello Ciampolillo, ex del M5S, e di Riccardo Nencini di Italia viva-Psi.

Che succede ora? In queste ore, innanzitutto, dovrebbe essere convocato un vertice di maggioranza: un primo confronto pere poter fissare i primi obiettivi della ripartenza dell'azione del governo. E, come annunciato da Conte, entro un paio di settimane potrebbe essere annunciato un rimpasto.

Sempre in queste ore Conte potrebbe tornare al Colle, per riferire a Mattarella sull'esito del voto.

Ma la sfida vera per l'avvocato pugliese è quella di consolidare e allargare la maggioranza per non rendere il suo esecutivo traballante. Il pensiero va, ovviamente, a Italia Viva.

Matteo Renzi, dopo la fiducia, si è detto disposto "a discutere di tutto, tranne che con la destra. Anche di un governo di unità nazionale". "C'è stato un calcio mercato lunghissimo - ha aggiunto Renzi - e alla fine numeri decisamente deludenti. Un Paese in crisi non si governa con questi numeri. Ci sono tante possibilità ma Conte pensa più alla poltrona che al Paese", ha concluso.

Dal canto proprio, il Pd parla di "sciagurato salto nel buio", mentre in casa M5S Luigi Di Maio ha lanciato un nuovo appello ai "costruttori".

Netta invece la posizione di Lega e Fratelli d'Italia che vedono nel voto l'unico modo di risolvere la crisi.

"Ci rivolgeremo a Mattarella: c'è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca", ha spiegato il leader della Lega, Matteo Salvini. "Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili ma al netto di casi singoli, dall'altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle", ha fatto eco la numero uno di Fdi Giorgia Meloni.

Forza Italia, infine, ha votato contro. Ma tra gli azzurri, dopo le defezioni di Rossi e Causin, potrebbero esserci altri parlamentari disposti ad un appoggio a Conte. Tanto che Antonio Tajani ha già avvisato: "Chi si allontana dalla linea del partito è fuori".

(Unioneonline/l.f.)

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