POLITICA

verso il voto

Comunali a Porto Torres: il Pds apre a sardisti, deemocratici e civici

Il coordinatore Pinna: "Con la Lega invece non abbiamo interloquito"
i dirigenti pds a porto torres (foto m pala)
I dirigenti Pds a Porto Torres (Foto M.Pala)

A Porto Torrres le amministrative si avvicinano a grandi falcate e anche il Partito dei Sardi scopre le carte sulle alleanze che potrebbero stravolgere gli equilibri politici in Comune.

Il Pds si prepara alla discesa in campo, con apertura alle primarie e una proposta di candidato a sindaco della città. Non un nome ma "una figura impegnata nel sociale e nella scuola e preparata sui grandi temi".

E dopo incontri e conferenze con formazioni politiche, associazioni civiche e no profit, giovani e istituzioni "siamo sempre più persuasi che il nostro ruolo debba fungere da cerniera tra le forze civiche, autonomiste e democratiche per contribuire insieme alla rinascita economica, sociale e culturale e della città", dichiara il coordinatore, Alessandro Pinna. Quindi tutte le forze politiche esclusa la Lega: "con loro non abbiamo interloquito", sottolinea Pinna.

"Di sicuro come Pds propendiamo per l'area sardista, ma è necessario che tutti compiano uno sforzo e diano un contributo senza imposizioni né da Sassari né tantomeno da Cagliari", aggiunge Nando Nocco, dirigente del partito.

E dopo l'amministrazione Wheeler una riflessione: "Dobbiamo avere la consapevolezza del momento storico che stiamo attraversando, delle profonde divisioni e della disgregazione che attraversa la nostra comunità - spiega il coordinatore Pinna - con un tessuto sociale da ricostruire per dare vita ad un grande fronte democratico, civico e sardista capace di individuare le risorse umane e dare risposte alle esigenze della città".

E sul programma politico le grandi carte da giocare: il patrimonio archeologico e il parco dell'Asinara, la vocazione per il turismo crocieristico navale e i progetti in sospeso come la chimica verde.

"La mancanza di occasioni di lavoro ha determinato l'emigrazione di una intera generazione di trentenni e quarantenni, - ha concluso Alessandro Pinna - trasferitisi oltre Tirreno in cerca di lavoro qualificato. Vogliamo invertire questa situazione per fare della città un percorso di riscossa. E poi il porto dove nel comitato portuale siedono le rappresentanze dei comuni di Olbia e Cagliari senza Porto Torres, secondo scalo della Sardegna".

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