POLITICA

l'attacco

Domusnovas, la minoranza chiede ancora le dimissioni del sindaco per l'incubo torbidità

È la seconda volta che i sette consiglieri di opposizione attaccano il sindaco Ventura
proteste a domusnovas (foto l unione sarda farris)
Proteste a Domusnovas (foto L'Unione Sarda - Farris)

Nuovo e duro attacco della minoranza consiliare di Domusnovas al sindaco per i problemi di non potabilità dell'acqua che si protraggono da ormai 4 mesi e vengono tamponati, da inizio giugno, con la presenza di un'autobotte per 3 mattine a settimana.

Con un volantino i 7 consiglieri d'opposizione chiedono per la seconda volta le dimissioni di Massimo Ventura ribadendo che "non ha tutelato la salute pubblica e continua a non farlo".

Nel documento si ripercorrono le tappe che hanno portato all'ordinanza di non potabilità del 29 maggio. Un preambolo per evidenziare che nel sito del Comune sono presenti i dati di un'analisi del 16 maggio che riportava valori di torbidità sei volte maggiori ai limiti di legge.

"Nell'assemblea pubblica del 27 maggio - riporta il volantino - in cui ha detto che l'acqua era potabile, il sindaco ha mentito o non era a conoscenza dei dati visto che ha emesso l'ordinanza solo a seguito delle nostre analisi e dopo la pressione del comitato cittadino?".

Il lungo volantino della minoranza boccia anche quanto riferito dal sindaco sui protocolli delle ordinanze idriche tra Comune ed Ats, le previsioni di spesa per riattivare parzialmente il potabilizzatore ("da quale calcolo saltano fuori i 200mila euro previsti?") e si conclude con la convinzione che "il sindaco rimanga ancorato alla speranza che l'acqua torni nei parametri per proprio conto".

Dopo aver già bollato in precedenza le accuse della minoranza come "attacchi personali" e aver più volte chiesto fiducia assicurando "la risoluzione di un problema molto complesso", Massimo Ventura ha preferito non replicare alle accuse della minoranza.

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