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L'affondo di Di Maio: "Il 25 aprile io festeggio". E alla Lega dice: "Noi non torniamo al Medioevo"

"Il ritorno al Medioevo non fa parte dei valori del Movimento 5 Stelle"
luigi di maio e matteo salvini (ansa)
Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Ansa)

"Il ripristino della leva obbligatoria, la contestazione della 194, gli attacchi alle donne, il ritorno al Medioevo non fanno parte dei valori del Movimento 5 Stelle".

Lo scrive chiaro e tondo Luigi Di Maio in un post da poco pubblicato sul suo profilo Facebook.

L'ennesimo affondo del vicepremier contro la Lega, qui esplicitamente chiamata in causa come artefice di un ritorno al Medioevo.

"Leggo che qualcuno - scrive Di Maio riferendosi evidentemente a Matteo Salvini - arriva persino a negare il 25 aprile, il giorno della Liberazione. Lo trovo grave. Non è alzando e sbuffando che questo Paese cresce. Al contrario, cresciamo se diamo forza a certi valori, alla nostra storia. Col menefreghismo non si va da nessuna parte".

"E poi - continua il leader M5S - concedetemelo, è curioso che coloro che oggi negano il 25 aprile siano gli stessi che però hanno aderito al congresso di Verona, passeggiando mano per la mano con gli antiabortisti".

Vuole un'Italia "libera di guardare avanti", Di Maio. Non il "ritorno al Medioevo" che vorrebbe il suo alleato.

Poi la chiosa, sul 25 aprile. "È una festa nazionale della Repubblica italiana. Non è questione di destra o sinistra, ma di credere in questo Paese. Di credere nell'Italia e rispettarla. E chi come me ci crede, il 25 aprile lo ricorda".

Schermaglie preelettorali che si sgonfieranno dopo le Europee? Può darsi, ma il livello dello scontro - anche e soprattutto tra le seconde linee dei rispettivi partiti - è talmente alto e su così tanti fronti che sarà difficile porvi termine il 27 maggio.

(Unioneonline/L)

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