CRONACA - MONDO

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Navalny, fermati i suoi collaboratori. Lui: "Sappiate che non voglio suicidarmi"

Tra i coinvolti c'è anche la sua portavoce. Il leader dell'opposizione dal carcere: "A scanso di equivoci vi avviso: non ho intenzione di impiccarmi"
alexei nalvalny (archivio l unione sarda)
Alexei Nalvalny (Archivio L'Unione Sarda)

Alcuni collaboratori di Alexei Navalny sono stati fermati ieri sera dalla polizia a Mosca.

Si tratta, secondo la testata Meduza, della portavoce del leader d'opposizione, Kira Yarmish, e di Gheroghi Alburov, che lavora per il dipartimento investigativo della Fondazione anticorruzione di Navalny.

Ci sono stati fermi anche in altre zone del Paese: tra questi ci sarebbero Anastasia Panchenko, coordinatrice degli attivisti di Navalny nella regione di Krasnodar, e un volontario dell'oppositore a Kaliningrad.

Alburov è stato bloccato nella stazione ferroviaria Leningradsky e poi portato in commissariato. Quando gli agenti sono andati a casa di Kira Yarmish, la portavoce di Navalny non ha aperto la porta ma i poliziotti l'hanno fermata dopo l'arrivo del suo avvocato e poi perquisito l'appartamento.

Le accuse ufficiali, per l'agenzia Tass, sono quelle di incitamento a manifestazioni non autorizzate sia per Yarmish sia per Alburov.

Intanto, proprio Navalny, rinchiuso in un carcere di Mosca, ha dichiarato di non volersi suicidare. "Per ogni evenienza: non ho intenzione di impiccarmi alla finestra né di tagliarmi le vene o la gola con un cucchiaio affilato", ha scritto su Instagram.

"Uso le scale con molta attenzione e mi misurano la pressione ogni giorno, quindi è escluso un attacco cardiaco improvviso [...]. Sono in uno stato psicologico ed emotivo stabile", ha aggiunto Navalny, secondo quanto riportato da alcuni media russi.

(Unioneonline/s.s.-l.f.)

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