CRONACA - MONDO

APPROFONDIMENTO

Il grembiule, una storia senza fine

Ha fatto il suo tempo? Tutt'altro
grembiuli per lei e per lui al frauen museum di merano (foto caterina pinna)
Grembiuli per lei e per lui al Frauen Museum di Merano (foto Caterina Pinna)

Angebandelt. Letteralmente in tedesco significa annodato, con un fiocco o un semplice nodo, dietro alla schiena, oppure su un fianco. O ancora in bella mostra, sul ventre. Ciò che si "annoda" sono i lacci del grembiule, indumento tanto familiare quanto evocativo, capace di raccontare una storia di professioni, mestieri e di racchiudere in un pezzo di stoffa, addirittura codici amorosi. Al grembiule, meglio alla sua storia anche sociale, è dedicata "Angebandelt. Annodarsi. Appuntamento con il grembiule", in mostra a Merano, al Frauen Museum, il museo delle donne, uno dei 145 musei nel mondo dedicati all'universo femminile e alle sue conquista. Ideata da Esther Gajek, studiosa di tradizioni popolari all'Università di Regensburg, insieme al museo di Daggendorf, l'esposizione itinerante illustra la versatilità di un capo che fa parte della nostra quotidianità. Il grembiule ha fatto il suo tempo? Tutt'altro. E' un accessorio molto usato: lo si usa per fare giardinaggio, trionfa in cucina, è un segno di riconoscimento di tante professioni, ha un posto d'onore nelle feste popolari. E spesso, senza pensarci su troppo, assume un significato personale, anche emotivo, per chi lo indossa. Infine, grande qualità, non conosce distinzione di sesso, né di ceto sociale. Il grembiule è insomma un indumento democratico.

Indossato da bambini, il grembiule è il capo che più a lungo ci accompagna. Da secoli l'uomo se ne serve per proteggere i suoi abiti. In passato erano perlopiù fatti di lino rosso, bianco e nero, ma nel corso degli anni, accanto alla funzione protettiva, il grembiule ha assunto una funzione decorativa tanto da diventare un capo di moda, corredato da particolari tipi di stoffe, fantasie e finimenti di nastri e pizzi. Oggetto di grande considerazione, oltre che per il personale domestico che ne aveva una gamma a seconda delle mansioni svolte, il grembiule era un elemento centrale del corredo delle spose, con una funzione di rappresentanza. Durante il periodo di lutto si portava un grembiule di stoffa nera.

Uno dei tanti grembiuli delle feste: nel fiocco un codice segreto per messaggi amorosi (foto Caterina Pinna)
Uno dei tanti grembiuli delle feste: nel fiocco un codice segreto per messaggi amorosi (foto Caterina Pinna)

Nel Cinquecento assunse un nuovo significato: smise di essere considerato un mero accessorio a protezione dei vestiti per diventare un simbolo. Da leggere in chiave femminile: purezza e innocenza erano racchiusi nel lindore, e il garbo di grembiuli ricamati serviva a ingraziosire ed esaltare le doti della brava casalinga. Certo, in questo caso il grembiule dice di una donna confinata tra le pareti domestiche, ma basta fare un salto più avanti nel tempo per capire come questo indumento che inchioda la figura femminile all'esclusivo ruolo di casalinga, sia invece usato con sapiente scaltrezza per comunicare precisi messaggi all'uomo. Secondo un codice segreto ma solido, il fiocco rivelerebbe all'uomo il suo grado di disponibilità. Se il fiocco del grembiule è sul lato anteriore sinistro significa: "Sono single e aperta a nuovi incontri"; sul lato opposto è esattamente il contrario: "Il mio cuore è impegnato e chi mi sta dietro perde solo tempo". Il fiocco fatto in vita è un messaggio esplicito di illibatezza, mentre se è annodato sulla schiena significa vedovanza.

Scoperto questo intrigante universo, il visitatore scivola tra un grembiule e l'altro. Da quelli candidi col pizzo a quelli di pelle del macellaio. Ci sono ancora le stoffe con cui vengono confezionati, vecchie immagini, e ritagli di giornali di moda ormai inesistenti nei quali si propone il capo per un corredo perfetto. Un dedalo di tessuti colorati, vestagline e grembiuli. Insomma il grembiule è un indumento meno negletto di quanto non si immagini.

La gran parte di quelli in mostra appartengono a Ute Dwinger, vera custode del mito del grembiule. A trasmetterle la passione è stata la mamma che ogni Natale regalava a lei e alle sorelle un grembiule fatto a mano. Ute però faceva la contabile e le occasioni per indossarlo erano poche. Nonostante questo ha continuato a occuparsi di grembiuli, fino a lanciare una sfida alla comunità di Schmalfeld nello Schleswig-Holstein, in Germania: raccogliere almeno 300 grembiuli per una festa. Ne arrivarono 768 e molti con una bella storia da raccontare. Come il grembiule di sua nonna con il quale faceva tutto: asciugava le lacrime, puliva il tavolo, scacciava via le mosche, raccoglieva le mele o le uova, si proteggeva dalla pioggia, oltre a offrire un rifugio sicuro alla nipotina.

Grembiuli candidi in mostra al Frauen Museum di Merano (foto Caterina Pinna)
Grembiuli candidi in mostra al Frauen Museum di Merano (foto Caterina Pinna)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...

}