Le proteste per il caso di George Floyd, l'afroamericano morto dopo l'arresto da parte della polizia a Minneapolis, si allargano e toccano numerose città degli Usa ma anche del Canada.

Da Washington a New York a Toronto sono tantissime le persone scese in piazza per manifestare e secondo i dati forniti dai media americani le autorità hanno effettuato quasi 1.400 arresti in 17 diverse località.

Anche nella notte davanti alla Casa Bianca si sono radunati centinaia di manifestanti. I poliziotti hanno usato spray urticanti per disperdere la folla.

A Minneapolis invece si sono presentati in assetto antisommossa per fronteggiare i cittadini che hanno sfidato il coprifuoco e lanciato lacrimogeni insieme a granate stordenti.

A New York le persone erano migliaia e hanno occupato strade, bloccando il traffico, prendendo di mira le auto della polizia che sono state danneggiate. Poi la marcia da Harlem a Brooklyn, dal Queens alla Trump Tower di Manhattan. Qualche tafferuglio si è registrato a Brooklyn, a Indianapolis invece ci sarebbe stata una vittima.

E a Toronto i canadesi hanno manifestato per denunciare le violenze della polizia.

Gli slogan sono gli stessi ovunque: "Non riesco a respirare" e "Le vite degli afroamericani non contano".

Sulla vicenda è intervenuto il presidente Usa Donald Trump: "La morte di Floyd è stata una grande tragedia - ha detto - Non doveva succedere. Ha gettato tutta la nazione nell'orrore, nella rabbia e nel dolore. Ho espresso alla famiglia di George Floyd il dolore di tutta la nazione". E, pur difendendo "il diritto a manifestare pacificamente", ha precisato che la sua amministrazione "fermerà la violenza di massa".

(Unioneonline/s.s.)
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