CRONACA - MONDO

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Strage di italiani a Dacca, sette condanne a morte

Nell'attentato jihadista del primo luglio 2016 furono uccisi nove italiani che si trovavano in un ristorante della capitale
gli italiani uccisi a dacca (archivio l unione sarda)
Gli italiani uccisi a Dacca (Archivio L'Unione Sarda)

Un tribunale antiterrorismo di Dacca, in Bangladesh, ha condannato sette persone alla pena di morte in relazione all'attentato di matrice jihadista del primo luglio 2016 contro il ristorante Holey Artisan Bakery nel quartiere diplomatico di Gulshan nel quale morirono 22 persone, tra cui nove italiani.

Si tratta di Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D'Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D'Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti.

Mojibur Rahman è il giudice che ha emesso le sentenze, contro le quali gli imputati possono ricorrere in appello.

I sette condannati a morte - Jahangir Hossain alias Rajib Gandhi, Rakibul Hasan Regan, Aslam Hossain alias Rashedul Islam alias Rash, Abdus Sabur Khan alias Soheil Mahfuz, Hadisur Rahman Sagar, Shariful Islam Khaled alias Khalid e Mamunur Rashid Ripon - erano presenti in aula.

La corte ha affermato che il loro obiettivo era destabilizzare la nazione e trasformarla in uno Stato militante jihadista.

Un altro imputato, Mizanur Rahman alias Boro Mizan, è stato assolto.

Il primo luglio del 2016 il commando fece irruzione nel tardo pomeriggio nel locale e vi rimase per 12 ore.

Alle prime luci dell'alba, i terroristi furono uccisi in un blitz delle forze speciali.

Oltre alle vittime locali, morirono anche sette giapponesi, un americano e un indiano.

Gli uomini obbligarono i clienti del ristorante a recitare versi del Corano e uccisero gli occidentali che non conoscevano il testo sacro.

(Unioneonline/F)

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