CRONACA - MONDO

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"I curdi si ritirino entro 5 giorni", ma Ankara viola la tregua: ancora bombardamenti

I curdi fanno sapere che la Turchia sta violando il cessate il fuoco, Erdogan nega

Un cessate il fuoco sì, ma di soli cinque giorni. Dopo oltre quattro ore di negoziati il vicepresidente americano Mike Pence ha annunciato l'accordo con Recep Tayyip Erdogan che ferma l'offensiva turca dopo nove giorni di scontri e bombardamenti che hanno provocato centinaia di morti e 300mila sfollati.

I curdi hanno 120 ore di tempo per lasciare la zona e concedere ad Ankara la "zona cuscinetto" che vuole Erdogan al confine tra Turchia e Siria. In caso contrario l'offensiva riprenderà.

Intanto, nonostante la tregua, continuano in mattinata gli attacchi aerei e di artiglieria di Ankara, che prendono di mira le postazioni dei combattenti curdi, gli insediamenti civili e l'ospedale di Ras al Ayn: "La Turchia sta violando l'accordo sul cessate il fuoco, continua ad attaccare la città dalla scorsa notte", scrive su Twitter Mustafa Bali, responsabile della comunicazione delle milizie delle Forze democratiche siriane.

"Disinformazione, la tregua di 120 ore è in corso", ha replicato Erdogan.

"STRAORDINARIO" - "Un risultato straordinario" e un "grande giorno per la civiltà", così lo definisce Donald Trump, che su Twitter aveva anticipato l'annuncio di Pence: "Grandi notizie dalla Turchia. Grazie Erdogan, milioni di vite saranno salvate".

"SOLO UNA PAUSA" - Ma il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu precisa: si tratta solo di una "pausa" delle operazioni militari, che si potranno dire definitivamente concluse solo "dopo il completo ritiro dalla regione dei curdi, che dovranno essere disarmati e le loro strutture militari distrutte".

L'accordo è giunto al termine di una giornata ad altissima tensione, in cui i curdi avevano denunciato l'utilizzo di armi chimiche da parte di Ankara e fatto sapere che due miliziani dell'Isis di nazionalità belga erano fuggiti dalle loro prigioni. L'Isis stesso in un comunicato ha reso noto di aver liberato diverse donne, mogli di jihadisti, prigioniere dei curdi.

I CURDI: "SIAMO PARTE DELL'ACCORDO" - "Siamo parte dell'accordo raggiunto questa sera per una tregua e abbiamo ricevuto garanzie da Washington sul nostro futuro", ha detto il comandante delle Forze democratiche siriane Mazlum Kobani, che ha aggiunto: "Questa è una vittoria della resistenza dei combattenti".

Kobani ha inoltre precisato alla tv curda Ronahi che la tregua riguarda solo l'area di circa 120 chilometri tra Tal Abyad e Ras al Ayn, al centro della fase iniziale dell'offensiva di Ankara, dove verrà creata la zona di sicurezza turca. Per le altre aree del Nord della Siria (vedi Kobane), dove non sono più presenti gli americani ma sono arrivate nelle ultime ore le truppe di Damasco e la polizia militare russa, ci sarà bisogno di altri negoziati. Martedì a Sochi Erdogan incontra Putin, e proprio in quella sede potranno essere presi altri accordi.

LA UE - Intanto il Consiglio europeo ha condannato l'azione militare unilaterale di Ankara, "che provoca inaccettabili sofferenze umane, mina la lotta contro l'Isis e minaccia pesantemente la sicurezza europea". La Turchia "rispetti il diritto internazionale umanitario", recita il duro comunicato.

Il Consiglio, prosegue la nota, "prende atto dell'annuncio di Usa e Turchia, e ricorda che gli Stati membri Ue hanno deciso di sospendere le licenze di esportazione di armi ad Ankara".

(Unioneonline/L)

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