CULTURA

La festa

Halloween, l'allarme degli esorcisti: "C'è chi festeggia pro satana"

"L'evento non è innocuo o commerciale, ma porta le persone che lo festeggiano a un'introduzione all'esoterismo e all'occultismo"
(foto www pixabay com)
(foto www.pixabay.com)

"In questi giorni diversi soggetti stanno reclutando le future vittime della notte di Halloween o i futuri adepti delle sette. La cosa più scioccante che avviene nella notte del 31 ottobre e che nessuno racconta è che qualcuno sparirà, non si vedrà più e nessuno ne darà notizia. Chi festeggia Halloween in questi termini non è un soggetto innocuo ma qualcuno che adora Satana, perché si parla di compleanno di Satana".

A lanciare l'allarme sulla festa di Halloween è l'esorcista fra' Paolo Carlin, frate cappuccino, coordinatore nazionale e portavoce dell'Associazione Internazionale degli Esorcisti. Lo ha fatto nel corso della presentazione a Roma del libro "Il mio nome è Satana - Storie di esorcismi dal Vaticano a Medjugorje" (Edizioni San Paolo) del vaticanista Fabio Marchese Ragona.

ESOTERISMO E OCCULTISMO - L'esorcista Carlin ha precisato che "Halloween così come si presenta può sembrare un evento innocuo o commerciale, di fatto è un evento che porta le persone che lo festeggiano a un'introduzione a ciò che è l'esoterismo e l'occultismo. Certamente non è una festa cristiana", ha aggiunto il francescano, "qualcuno vuole occultare la festa di tutti i Santi, che si festeggia appunto l'1 novembre, e proporre Halloween, ed è una cosa che va avanti da alcuni anni. Educare i bambini alla morte, alla paura, alle maschere dei vampiri, dei teschi e degli zombie non è un'educazione alla vita. Sarebbe bello invece, anziché studiare la festa delle streghe e dei fantasmi, studiare i Santi e fare le maschere dei Santi".

Nel corso della presentazione, moderata dal giornalista David Murgia, è intervenuto anche monsignor Andrea Ripa, sottosegretario della Congregazione Vaticana per il Clero che, parlando di esorcismi, ha tenuto a precisare: "Sarebbe bene che ogni sacerdote avesse i primi rudimenti di quello che è il ministero dell'esorcismo per dare le prime risposte ai fedeli che si rivolgono a lui, per dare una parola opportuna senza farli sentire respinti e soprattutto per poterli indirizzare al confratello esorcista che ne sa più di lui. "L'esorcismo - ha continuato Ripa - non è uno spettacolo, obbligare tutti i sacerdoti ad assistervi potrebbe risultare impressionante o generare curiosità morbosa. Sarebbe bene, invece, che i sacerdoti e i seminaristi incontrassero il sacerdote esorcista della propria diocesi e farsi raccontare la sua esperienza per ricevere una testimonianza".

Nel volume che racconta casi di esorcismi praticati in Vaticano da Papi e cardinali ma anche manifestazioni diaboliche a Medjugorjie o in altre città d'Italia, l'autore Marchese Ragona racconta anche di un caso di esorcismo a cui ha potuto assistere personalmente: "Ero stato invitato da un esorcista a prender parte al rito perché non credevo ai suoi racconti", ha ricordato nel corso della presentazione, "e mi son ritrovato improvvisamente faccia a faccia col demonio".

(Unioneonline/v.l.)

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