CRONACA - ITALIA

verso settembre

Mascherine in classe, nessuna intesa. La proposta delle Regioni: "Solo nelle zone a rischio"

Per i trasporti spunta l'ipotesi di "separatori" sui mezzi pubblici
(ansa)
(Ansa)

E' cominciata oggi la distribuzione di gel e mascherine nelle scuole mentre da venerdì prossimo arriveranno i primi banchi monoposto.

Lo ha fatto sapere la struttura commissariale per l'Emergenza durante il vertice governo-Regioni sulla ripartenza in sicurezza a scuola cui hanno partecipato i ministri degli Affari regionali, Francesco Boccia, della Salute, Roberto Speranza, dell'Istruzione Lucia Azzolina, e dei Trasporti Paola De Micheli, oltre ai rappresentanti delle Regioni.

Non c'è accordo invece sulla questione mascherine in classe: "Nel caso si imponesse la necessità dell'utilizzo delle mascherine anche in classe per gli studenti, laddove dunque non fosse possibile il distanziamento - è una delle proposte - si potrebbe valutare l'utilizzo dei dispositivi di protezione in maniera differenziata a seconda della situazione e dei territori, attraverso specifici parametri di riferimento che potrebbero essere variabili a seconda degli indici di contagio e di eventuai focolai".

Sul tema nei prossimi giorni si pronuncerà il Comitato Tecnico Scientifico. Contrario all'obbligo "permanente" Massimo Galli, responsabile del reparto Malattie infettive dell'Ospedale Sacco di Milano: "Portare la mascherina a scuola sarebbe auspicabile, ma è impossibile ipotizzare che ragazzini e bambini possano indossarla per cinque ore di seguito. Non ce la faccio neanche io. E' importante che la portino all'ingresso e all'uscita da scuola. Durante l'intervallo pure ma vedo difficile fare la merenda con la mascherina in faccia".

TRASPORTI - Nulla di fatto anche sui trasporti, in particolare per le ore di punta. Le Regioni hanno chiesto una deroga al distanziamento, con precauzioni specifiche come mascherine e controllo della temperatura, fino ad arrivare a veri e propri "separatori laddove sia possibile" e alla diversificazione degli orari di apertura e chiusura delle scuole.

Tutte proposte perché l'incontro finora è stato "interlocutorio"e ha lasciato insoddisfatti diversi governatori.

LA POLEMICA - Per il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini "se non si interviene in questi giorni chiarendo i limiti delle capienze sul trasporto pubblico locale si rischia il caos".

"Dal Governo solo dubbi e incertezze - gli fa eco il presidente della Lombardia Attilio Fontana -. Sindaci, presidi, insegnanti e governatori attendono invece risposte concrete e attuabili. Non è più possibile andare oltre".

"E' giusto fare questa premessa - ha aggiunto - perché siano chiare le responsabilità di un disordinato e inaccettabile avvio del nuovo anno scolastico".

"L'ennesima riunione con il Governo, a pochi giorni dall'inizio della scuola, si è conclusa con un nulla di fatto: nessuna decisione sull'uso o meno delle mascherine in aula né sulle modalità di rientro così come sul trasporto pubblico locale", le parole del governatore Giovanni Toti.

"E' impensabile far tornare le persone al lavoro e a scuola con le regole ventilate in questi giorni dal Governo per il trasporto pubblico locale - conclude -. Dobbiamo fare i conti con i mezzi che abbiamo e, per garantire che tutti possano arrivare a destinazione nei tempi previsti, è indispensabile che non ci siano regole che risulterebbero totalmente inapplicabili".

(Unioneonline/D)

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