CRONACA - ITALIA

i casi a confronto

Salvo con un sms a Cala Mariolu: perché con Gautier non ha funzionato?

La macchina dei soccorsi ha faticato a rintracciare il turista morto nel Cilento. In Sardegna un uomo si è salvato grazie a un semplice sms

C'è un escursionista, perfettamente cosciente, che chiede aiuto perché ha perso il senso dell'orientamento. Uno strumento utilizzato in tutta Italia, Sardegna in testa, dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Sms locator, gli invia un messaggio in cui gli si chiede di aprire un link; lui dà l'ok, e in poco tempo viene localizzato.

È stato quel semplice ok a salvare il 38enne che si era perso in Sardegna percorrendo il cammino che porta a Cala Mariolu.

Una bella notizia che arriva a poche ore da un'altra, terribile, che racconta tutta un'altra storia.

Quella di Simon Gautier, il turista francese disperso nel Cilento dal 9 agosto e trovato morto nove giorni dopo.

Quando Simon, caduto in un dirupo, confuso ma ben consapevole di essersi fratturato le gambe, ha chiamato il 118, l'operatrice che gli ha risposto - dopo aver allertato i carabinieri di Lagonegro - ha attivato Sms locator. Gautier però quel messaggio non l'ha mai aperto.

Forse era svenuto, forse il telefono gli era scivolato ed era finito ancora più giù. Fatto sta che lo studente francese, laureato alla Sorbona e iscritto a Roma a un dottorato di Storia dell'Arte, quell'ok che gli avrebbe salvato la vita non è stato in grado di inviarlo.

SMS LOCATOR - Bene, benissimo dunque il sistema di localizzazione tramite Sms. Ma come funziona esattamente?

"La condizione fondamentale per il funzionamento di Sms Locator - ha spiegato all'Ansa Silvia Arrica, referente stampa del servizio regionale sardo di Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) - è la presenza di una rete dati e la copertura telefonica. L'escursionista di Cala Mariolu ha allertato il 118 e il servizio ha girato il numero al soccorso alpino".

"Chi è in difficoltà riceve un sms con il quale viene avvisato che i soccorritori lo stanno cercando - prosegue Arrica -. Nel messaggio è presente un link e un invito alla sua apertura. Una volta che il link viene aperto i soccorritori possono ricevere tutte le informazioni per decifrare la sua esatta posizione. In pratica funziona come una web app".

E se manca la rete dati? E se, come nel caso di Gautier, il disperso non può dare l'ok alla localizzazione? Può una macchina dei soccorsi dipendere dalla risposta a un messaggio, risposta che dovrebbe essere mandata dalla stessa persona che, se sta chiamando per chiedere aiuto, è certamente in difficoltà?

La storia di Simon ha scatenato una serie di polemiche, non tanto sull'operato dei soccorritori, che a quanto pare - ma sul fatto è stata aperta un'inchiesta - hanno fatto tutto il possibile per rintracciare il turista. Quanto sulle lacune tecnologiche di cui soffre il nostro Paese.

"L'ITALIA È INDIETRO ANNI LUCE" - A far partire in ritardo la macchina dei soccorsi secondo il presidente nazionale della Società Italiana Sistema (Sis) 118 Mario Balzanelli, è stato un problema nella geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea, che impone a tutti gli Stati membri di garantire la localizzazione di chi chiama i numeri di emergenza per chiedere soccorso.

Il caso di Simon Gautier, denuncia Balzanelli, "rende palese l'assurda, insostenibile evidenza secondo cui in Italia le Centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d'emergenza, pur essendo esplicitamente previsto dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009".

"In Italia, peraltro - aggiunge ancora Balzanelli - non è ancora disponibile il sistema tecnologico 'Advanced mobile location'" (Aml), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate Gps corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima", afferma.

E ancora, spiega Balzanelli: "Nonostante l'Europa abbia sancito, in ambito legislativo continentale, che il numero unico dell'emergenza 112 si affianchi parallelamente rispetto ai numeri nazionali dell'Emergenza e non affatto che li sostituisca, il modello italiano implementato di 112, invece, proprio perché irrazionalmente 'sostitutivo' degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato - denuncia - l'implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio italiano".

"BISOGNA FARE QUALCOSA" - "Dieci Paesi su 19 in Europa - riferisce il presidente del Sis 118 - hanno, al riguardo, a partire dalla Francia, anche per guadagnare tempo sul processo di attivazione, realizzato il modello, previsto per legge a livello europeo, di 112 che si affianca ai numeri di Emergenza già esistenti, modello sicuramente più sostenibile in termini di costi e che assicura risposte operative molto più veloci".

"L'Italia, intanto, come la vicenda di Simon Gautier drammaticamente evidenzia, deve comunque assicurare a qualsiasi individuo si trovi in pericolo imminente di perdere la vita di poter contare sul sistema di soccorso più veloce ed efficace possibile. Occorre quindi - sostiene - dotare con assoluta celerità tutte le Centrali operative dei vari corpi dell'Emergenza nazionale, a partire da quelle del 118, di un moderno ed efficace sistema di geolocalizzazione del chiamante, attivando parallelamente, in sinergia, il numero unico d'emergenza su tutto il territorio nazionale".

Angelica D'Errico

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...