CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

cordoglio

Sorradile, lo struggente addio al militare stroncato da un infarto a 35 anni

Una folla commossa ai funerali di Alessandro Tatti. Intanto proseguono le indagini per fare luce sulla morte, avvenuta su un campo di calcio
i funerali (l unione sarda chergia)
I funerali (L'Unione Sarda - Chergia)

Un problema cardiaco ha ucciso, mercoledì scorso, durante una partita di calcetto, Alessandro Tatti, il caporal maggiore di 35 anni di Sorradile. Lo ha accertato l'autopsia disposta dalla procura della Repubblica di Oristano.

L'esame è stato effettuato nell'obitorio dell'ospedale San Martino dal medico legale Roberto Demontis. Per avere però i dettagli delle esatte cause della morte occorre attendere l'esito degli esami istologici. Il dottor Demontis non depositerà la relazione in Procura prima di 90 giorni. Intanto vanno avanti le indagini disposte dal sostituto procuratore Silvia Mascia. Il magistrato vuole fare chiarezza su quanto è accaduto sul campetto di calcio di Bidonì e soprattutto verificare l'operato del medico che quella sera aveva visitato la vittima. Nei suoi confronti sarebbe già stato emesso un avviso di garanzia.

Nel frattempo, il paese di Sorradile e anche tante persone arrivate dai paesi vicini, hanno preso parte ai funerali del caporal maggiore che prestava servizio a Civitavecchia.

La cerimonia funebre è stata celebrata nel nuovo cimitero dal cappellano militare regionale padre Mariano Asunis.

Parenti, amici e tanti paesani e una rappresentanza dell'Esercito, nel rispetto delle normative sul distanziamento sociale, hanno voluto dare l'ultimo saluto al militare, stringendosi attorno al padre Salvatore Tatti, alla mamma Antonietta e ai fratelli Susanna e Gian Basilio.

Il sacerdote, nella sua omelia, ha ricordato la figura di Alessandro.

"Un bravissimo ragazzo, sempre disponibile con tutti e con i colleghi di lavoro - ha detto padre Mariano - ho avuto modo di conoscerlo quando sono stato in Kossovo per una delle missioni di pace del nostro esercito. Alessandro era di poche parole, molto riservato, ma apprezzato tantissimo dalla scala gerarchica del suo Reggimento".

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