CRONACA SARDEGNA - GALLURA

olbia

Chirurgia estetica non autorizzata, tutti rinviati a giudizio alla clinica Michelangelo

Il gup ha accolto le richieste del pm: le autorizzazioni a fare gli interventi, secondo le accuse, non c'erano
la finanza davanti alla clinica (archivio l unione sarda)
La Finanza davanti alla clinica (Archivio L'Unione Sarda)

Tutti rinviati a giudizio per la presunta attività abusiva della Clinica di chirurgia estetica "Michelangelo" di Olbia, lo ha deciso nel pomeriggio il gup del Tribunale di Tempio, Caterina Interlandi, accogliendo le richieste del pubblico ministero Ilaria Corbelli.

Secondo la Procura di Tempio, nella struttura sarebbero stati effettuati interventi di chirurgia plastica (addominoplastica e mastoplastica) in assenza delle autorizzazioni della Regione.

Queste prestazioni, scrive il pm, possono essere "erogate solo in ambiente ospedaliero". Vanno a processo il chirurgo estetico Raffaele Ceccarino, il direttore sanitario della clinica, Antonello Mossa, il legale rappresentante della Michelangelo, Michele Tommaso Mossa e l'anestesista Renato Cappelletti. Il pm parla anche della degenza dei pazienti, per la quale sarebbe stato usato un immobile che il Comune di Olbia aveva nell'elenco delle strutture autorizzate per ospitare convegnisti.

Nel capo d'imputazione vengono contestate anche le lesioni, per due interventi di chirurgia estetica, secondo la Procura, non eseguiti adeguatamente. Va ricordato che il Tribunale di Tempio ha già archiviato le accuse più gravi, ossia le presunte lesioni contestate inizialmente sulla base delle denunce di una decina di pazienti.

Per le difese, Giampaolo Murrighile, Antonella Cuccureddu, Domenico Putzolu, Mario Corsiero e Immacolata Natale, la clinica era perfettamente in regola e ha sempre operato correttamente.

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