CRONACA SARDEGNA - GALLURA

IL CASO

Scarcerato dopo le accuse di pedofilia ma non può lasciare la Spagna

Il 25enne sassarese era stato arrestato ed estradato a Barcellona lo scorso agosto
foto d archivio
Foto d'archivio

«Mi hanno liberato perché sono innocente. Sono una persona innocente, lo dicono i fatti e sarà dimostrato»: Roberto Corso, 25 anni, sassarese, estradato in Spagna lo scorso agosto, parla poche ore dopo la sua scarcerazione. Il giovane è stato rimesso in libertà da un tribunale catalano.

Accusato di violenza sessuale ai danni di un minore, si era opposto all'estradizione, ma la corte d'Appello di Sassari ha ritenuto fondata la richiesta della magistratura spagnola e ha dato corso al mandato di cattura europeo eseguito dai carabinieri. Mercoledì, però, è arrivata la decisione che riapre il caso.

I dubbi dei giudici

I giudici catalani (i fatti contestati sono avvenuti a Barcellona) hanno revocato la misura cautelare della custodia in carcere e disposto l'obbligo di firma. Quindi il giovane è libero ma non può lasciare la Spagna. Almeno sino a nuovo ordine e sicuramente non prima del processo, che dovrebbe iniziare a breve, forse già agli inizi del prossimo anno. Roberto Corso si proclama innocente, sin dall'arresto avvenuto in Italia, sostiene di non avere niente a che fare con le contestazioni che gli vengono mosse dalla polizia catalana.

Nessuna prova in Italia

La magistratura spagnola ha ottenuto l'estradizione di Corso, dopo un'indagine condotta in Catalogna e finalizzata al contrasto della prostituzione minorile. Il sassarese (che si trovava a Barcellona per lavoro, è un pizzaiolo) è accusato di avere avuto un rapporto sessuale con un ragazzino di 12 anni. L'episodio sarebbe documentato da un filmato in possesso della polizia. È la prova principe dell'indagine. Ma quando Corso era ancora in Italia e il caso veniva trattato dalla corte d'Appello di Sassari, il difensore del giovane, l'avvocato Alberto Sechi, aveva dichiarato: «Io non ho mai avuto alcun atto dell'indagine condotta in Spagna. Non conosco, se non attraverso una sintesi nel mandato di cattura internazionale, le esatte contestazioni mosse al mio assistito e le prove a suo carico. Ho visto solo delle fotografie che lo ritraggono all'interno di una pizzeria».

La difesa

Dunque, il filmato che proverebbe la responsabilità del sassarese non è mai stato esaminato dal suo difensore. Corso respinge la ricostruzione della polizia catalana. E ora anche i giudici aprono una breccia nelle indagini. Ha necessità di un reddito, quindi dovrà trovare un lavoro. «Sono innocente - ripete - e chi mi ha causato tutto questo dovrà risponderne». (a. b.)

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