CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

dpcm e polemiche

Sindaci sardi contro il coprifuoco. Deiana (Anci): "Delegare? Idiozia"

Anche nell'Isola malumori sulle norme che demandano ai Comuni la chiusura di piazze e strade. Il presidente dell'Associazione Comuni: "Le leggi non le possono scrivere Casalino e Spadafora"
immagine simbolo (ansa)
Immagine simbolo (Ansa)

Anche i sindaci sardi contro la decisione, annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e contenuta nel nuovo Dpcm sull'emergenza Covid-19, di delegare ai sindaci l'eventuale chiusura di strade e piazze dopo le 21.

Una norma che fa discutere anche per il retroscena della modifica introdotta nel testo, dove è sparita la parola "sindaci". "L'hanno sostituita con un 'non si sa chi': Prefetto, Questore, Comitato ordine pubblico", denuncia Emiliano Deiana, presidente di Anci Sardegna, con un duro su Facebook dove si legge anche: "La lettura del testo definitivo dei Dpcm consente di farsi un'opinione certa su almeno una questione: scrivono in un italiano raffazzonato, borioso e approssimativo. Alla quarta riga ho abbandonato avendo chiaro che le leggi non le possono scrivere Casalino e Spadafora".

Il presidente regionale dell'Anci aveva già espresso tutte le sue perplessità sulla delega ai sindaci: "Se un Governo decide di attuare il coprifuoco lo fa, la delega ai sindaci non è solo uno scaricabarile, ma proprio un'idiozia". Infatti, "se un sindaco chiude e l'altro lascia aperto cosa pensate che avvenga sul territorio? Che le persone si mettono in macchina e migrano da un posto all'altro". E infine: "Se chiude il Governo il controllo dell'esecuzione delle misure è demandato a polizia e carabinieri, ma se chiude un sindaco, specie in città medio-piccole e con gli organici dei vigili risotti all'osso, chi controlla?".

(Unioneonline/l.f.)

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