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Non vede la mamma da tre mesi: il caso della bimba sarda contesa arriva in Parlamento

Tra la piccola e la madre solo contatti telefonici. Il legale della donna: "Per la bimba è un dramma"
foto simbolo (pixabay)
Foto simbolo (Pixabay)

Non vede la mamma da oltre tre mesi, accontentandosi di semplici telefonate.

Nonostante diversi solleciti, la bambina di 4 anni contesa tra la madre che si trova in Sardegna e il padre nel Lazio continua a comunicare con la mamma solo telefonicamente e neanche in video.

Dopo l'appello lanciato venti giorni fa è intervenuta la Garante per l'infanzia della Regione Sardegna, Maria De Matteis, che ha contattato il collega del Lazio, Jacopo Marzetti, innescando le verifiche sul caso, e ora la deputata Veronica Giannone, segretaria della Commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza, ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Una situazione insostenibile, palesemente contraria al principio della doppia genitorialità e al diritto della piccola di poter fruire dell'affetto della giovane mamma - commenta Maria Grazia Caligaris, che attraverso l'associazione Socialismo Diritto Riforme sta seguendo gli sviluppi della vicenda -. Allo stato non risulta essere stata avviata dalle assistenti sociali del Comune in cui la bambina vive con il padre alcuna iniziativa per garantire i colloqui almeno via Skype".

Il caso, seguito dall'avvocato Cristina Puddu, legale della donna, "sta assumendo contorni drammatici per la piccola - spiega Caligaris - potrebbe infatti manifestare crisi di panico, non sentendosi sufficientemente accudita dalla mamma. La situazione deve essere chiarita al più presto, perché sembra configurarsi una pratica non solo illegale, in quanto lede un diritto, ma pesantemente dannosa per una creatura il cui equilibrio psico-fisico è già stato sottoposto a pesanti prove".

(Unioneonline/D)

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