CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

permessi e divieti

Coronavirus, ulteriore ordinanza del sindaco di Cagliari

Le disposizioni di Paolo Truzzu valide su tutto il territorio cittadino
cagliari (archivio l unione sarda)
Cagliari (Archivio L'Unione Sarda)

Il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha emanato un'ulteriore ordinanza in merito all'emergenza coronavirus. Nel documento viene disposto il divieto di ogni spostamento per le persone fisiche in entrata e uscita dal territorio comunale, oltre che all'interno del territorio stesso, se non per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, o per motivi di salute.

Consentito invece il rientro al proprio domicilio o residenza, vietato lo spostamento verso abitazioni diverse da quella principale (comprese quindi le seconde case).

Tra gli altri divieti: quello di assembramenti composti da più di due persone in luogo pubblico (mantenendo la distanza di sicurezza), quello di mobilità dal domicilio o residenza per chi è sottoposto a quarantena o è positivo al virus. Vietato inoltre l'accesso del pubblico ai parchi, alle aree gioco e ai giardini pubblici e alle aree cani. Consentita invece, con esibizione - se richiesta dalle forze dell'ordine - della documentazione comprovante il luogo di residenza, l'uscita con l'animale di compagnia per le sue necessità fisiologiche, nelle immediate vicinanze della residenza e comunque entro il raggio di 200 metri.

Ulteriori disposizioni riguardano la sospensione delle attività commerciali al dettaglio, "fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità di cui al DPCM 11 marzo 2020, sia nell'ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell'ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso alle sole predette attività; tutti gli esercizi di vendita di generi alimentari, market e minimarket dovranno uniformarsi alla chiusura serale non oltre le ore 21.00".

E, ancora, fatte salve le farmacie e le parafarmacie, le edicole e i tabacchini, è vietata l'apertura nella giornata di domenica di ciascuna settimana di vigenza dell'ordinanza degli esercizi commerciali "di qualsiasi dimensione per la vendita di generi alimentari esentate dalla sospensione disposta con l'art. 1 del DPCM 11.3.2020, compresi gli esercizi minori interni ai centri commerciali, ferme restando le altre restrizioni relative alla vendita al dettaglio di cui all'anzidetto DPCM dell'11.3.2020".

Stop ai mercatini settimanali scoperti - sia nel settore alimentare che non -, chiusi i distributori h24 di bevande e alimenti confezionati - compresi quelli posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante e con eccezione di quelli all'interno delle strutture pubbliche e private, purché abbiano esclusivo accesso dalla struttura ospitante e non siano dotate di ingressi autonomi e diretti sulla pubblica via (ad esempio uffici pubblici e privati, ospedali, caserme). Bloccate anche le slot machine e gli altri apparecchi di cui all'art. 110 del T.U.L.P.S. di cui al R.D. 18 giugno 1931 n. 773 e disattivati monitor e televisori da parte degli esercenti al fine di impedire la permanenza degli avventori per motivi di gioco all'interno dei locali.

Rimangono invece aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccaio, mentre sono sospese le attività dei servizi di ristorazione, ma sono consentiti i servizi di mensa e del catering continuativo su base contrattuale, i servizi resi nell'ambito di strutture pubbliche e private, strutture sanitarie e sociosanitarie e di sostegno alle fasce fragili della popolazione. Devono essere in ogni caso rispettate le misure previste dall'accordo Governo Parti Sociali del 14.03.2020.

Permessa la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di protezione personale sia per l'attività di confezionamento che di trasporto. Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all'interno delle stazioni ferroviarie, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante.

Niente cerimonie civili e religiose, comprese quelle funebri (i cimiteri sono chiusi ma vengono garantiti il servizio di trasporto, ricevimento, cremazione, inumazione e tumulazione delle salme e delle ceneri). La celebrazione dei matrimoni in Comune è consentita solo con la presenza di sposi, testimoni e celebrante.

In particolare, per quanto riguarda i mercati civici, in aggiunta al contingentamento degli ingressi dei clienti, per ciascun venditore devono essere contemporaneamente presenti non più di due clienti; limite ridotto a non più di un cliente nei box delle corsie centrali del mercato di San Benedetto e in quelli della piccola dipendenza.

(Unioneonline/s.s.)

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