CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Messico

Da Assemini al lavoro in Guadalupa, senza certezze su quando poter tornare a casa

Una ragazza da sette mesi al lavoro su una nave da crociera, ora ormeggiata nelle acque delle isole Guadalupe
nave da crociera (ansa)
Nave da crociera (Ansa)

Bloccata a bordo di una nave da crociera ormeggiata nelle acque delle isole Guadalupe, alla quale sarebbe stato impedito di attraccare dopo il presunto accertamento di nove casi di coronavirus tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Come e quando rientrare a casa? Non ne ha idea una ragazza di Assemini, imbarcata da sette mesi sulla Costa Favolosa, dove lavora per conto di un'agenzia. Insieme a lei, mille membri dell'equipaggio e gli ultimi cento passeggeri, molti dei quali con la febbre e altri sintomi riconducibili a possibili contagi da covid-19. La donna sta bene, ma la paura del virus e di non poter tornare in Sardegna sono sempre più opprimenti.

L'allarme

"Abbiamo letto la notizia dei presunti contagi da un giornale locale, ma già da due settimane mia figlia parlava di 70-80 persone ricoverate in infermeria con la febbre", racconta da Assemini la madre della ragazza, in ansia anche per un altro figlio imbarcato su una diversa nave da crociera, la Costa Pacifica, a Marsiglia, dove però non si registrano casi di coronavirus. "Si è cercato di nascondere l'emergenza. A bordo della nave non vengono date comunicazioni e sono totalmente assenti le misure di sicurezza: guanti e mascherine sono stati distribuiti solamente mercoledì".

I casi accertati sarebbero nove: "Ma potrebbero essere molti di più. I passeggeri sono sbarcati quasi tutti, restano cento argentini che concluderanno il viaggio nelle isole Guadalupe. Nel frattempo i malati sono in isolamento. Mia figlia e il resto dell'equipaggio saranno trasferiti nelle cabine lasciate vuote dai passeggeri".

L'incertezza

Ieri il comandante ha annunciato di aver contattato la Farnesina: "Dice che si provvederà a far sbarcare al più presto il personale per poi consentire il rientro in patria con un volo charter. Sui tempi non abbiamo certezze, così come attendiamo risposte sul reale numero di contagi. Chi ci dice che nostra figlia non presenterà sintomi nei prossimi giorni? Per questo siamo tormentati, non sappiamo che cosa fare. Abbiamo trovato un volo dalle isole Guadalupe a Parigi per farla scappare al più presto da questa situazione, se le sarà consentito di assumersi la responsabilità di scendere dalla nave".

I contatti telefonici tra madre e figlia sono continui: "Alterna sconforto totale e ansia a momenti di tranquillità: non sa nemmeno in quale porto attraccherà la nave, vagano alla cieca. Sto cercando di non farla crollare. Un giorno le è salita la febbre, sicuramente una reazione da stress che però crea ulteriore panico. Non sappiamo che cosa fare".

Lorenzo Ena

© Riproduzione riservata

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