CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

dalla prima pagina

Le strade dell'inferno: l'editoriale del direttore

La recente esperienza di Francesco Pigliaru insegna che i toni gentili, nella trattativa con Roma, non sempre aiutano
emanuele dess (foto l unione sarda solinas)
Emanuele Dessì (foto L'Unione Sarda - Solinas)

Al Governo hanno la loro Tav da pelare. Non gliene può fregar de meno di Tertenia e Monte Pino. Cambiano gli spartiti e i suonatori, ma a Roma, Anas in testa, la musica è sempre la stessa. Stonatissima per chi percorre le nostre strade, compresi fior fiore di ministri ormai di casa alle nostre latitudini. Vieni, vedi e te ne fotti, sperando nella vostra indulgenza per questa e altre possibili... amenità.

La Regione prova a non assistere impotente e prende spunto dal recente decreto Sblocca-cantieri, varato soprattutto per dare al Governo una parvenza di efficientismo. L'assessore ai Lavori pubblici Roberto Frongia, rivolgendosi al «Gentilissimo Ministro Danilo Toninelli», chiede di essere nominato commissario straordinario (a costo zero per le finanze pubbliche) per dieci cantieri dimenticati tra parabrezza roventi. Per corroborare la sua richiesta, l'assessore Frongia pigia l'acceleratore soprattutto sul «tasso di mortalità delle strade sarde superiore alla media nazionale».

Una partita economica che sfiora i due miliardi. Perderli è una prospettiva inaccettabile per una terra che, pur felice di stare in mezzo al mare, è allo stremo aspettando una continuità degna di altri isolani d'Europa. Toninelli lo abbiamo visto e sentito a più riprese nelle troppe campagne elettorali degli ultimi mesi. Ricordate? Oggi sblocchiamo la quattro corsie tra Sassari e Alghero (sì, quella che finisce vergognosamente in campagna), domani risolviamo i problemi di Berchidda lungo la nuova Sassari-Olbia, dopodomani accontentiamo quei brontoloni che viaggiano tra Cagliari e Pula.

Sapete bene come stanno andando le cose. E basta con questa storia che i giornalisti ce l'hanno con i pentastellati e con Toninelli in particolare. Ero in Rettorato a Sassari, in un torrido venerdì di fine luglio del 2016, quando Matteo Renzi firmava il Patto per la Sardegna, tre miliardi in dote per fare di tutto, nell'Isola. Sarà anche per quella politica degli annunci che in Italia oggi governano (o almeno ci provano) i Cinque Stelle e la Lega. Sarà anche per quelle promesse disattese che il Carroccio ha trainato i sardisti e il centrodestra al vertice di Villa Devoto e di via Roma.

In attesa di un autorevole intervento sul dramma dei cantieri stradali, abbiamo appreso del forte impegno leghista per regolare la presenza degli ambulanti extracomunitari sulle spiagge sarde. Ci piacerebbe sentire parlare concretamente di lotta alla burocrazia, figlia in un sistema normativo che impone l'assegnazione degli appalti al massimo ribasso e poi vede fallire le imprese che, guarda caso, non rientrano nelle spese. Avete sentito cos'è successo a Monte Pino, in Gallura, dove tre cristiani morirono durante l'alluvione del 2013? L'Anas ci ha messo cinque anni ad affidare i lavori, l'impresa pochi mesi per fermarsi.

Già, Monte Pino. Vieni, vedi e te ne fotti (ops). In fondo, non sono mica nel Contratto le strade sarde. Non è mica un problema romano la vergogna di viale Colombo, a Quartu, lavoretto da 300 mila euro bloccato da fuffa e burocrazia. Ma Lega e Cinque Stelle hanno la loro Tav da pelare. Non sia timido, assessore Frongia, lei che nella sua esperienza politica ha conosciuto anche la trincea del Comune, con i piccoli-grandi problemi di tutti i giorni della gente. La recente esperienza di Francesco Pigliaru insegna che i toni gentili, nella trattativa con Roma, non sempre aiutano. La sua battaglia è sacrosanta. I sindaci lo sanno. I sardi lo sanno. Se non bastasse una lettera al Gentilissimo Ministro, faccia squadra, assessore Frongia, proprio come per la nobile battaglia per inserire l'insularità nella Costituzione. E ricordi le promesse elettorali ai suoi alleati, quella metà del cielo di Palazzo Chigi che continua a ripetere che con i "no" non si governa. Cominciamo, allora, con qualche "sì" sulla 131 e dintorni. Altrimenti è gazzosa, intenzioni buone giusto per lastricare le strade dell'inferno. Le nostre.

Emanuele Dessì

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