CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

L'amica di Marco Carta, i vicini: "Brava ragazza..."

Al citofono di Fabiana Muscas rispondono che "è fuori"
la muscas in tribunale (foto tg com 24)
La Muscas in tribunale (foto Tg com 24)

Dal citofono della palazzina in pieno quartiere di Is Mirrionis a Cagliari esce una voce femminile: «Chi è?» Alla risposta del cronista, che si presenta e chiede di poter parlare con Fabiana Muscas, la donna replica spiegando che «non c'è, è fuori». Alla domanda successiva («sa cosa è accaduto a Milano? È possibile sapere qual è la versione della signora?») la linea non cambia: «Sì ma è fuori». E da quel momento la comunicazione si interrompe. Tutti i tentativi successivi si rivelano inutili. Chi si trova a quel piano non ha intenzione di dire altro.

Casa e lavoro

È lì che vive l'infermiera arrestata venerdì scorso a Milano con Marco Carta per il furto di sei magliette. Vedova da anni, una figlia che studia a Sassari, i genitori in pensione, divide l'appartamento col padre pensionato e la madre casalinga. Quando è ora, esce per andare a coprire il turno di lavoro al Brotzu (6-14 o 7-15 la mattina, 14-22 o 15-23 la sera, 22-6 la notte), svolta l'angolo e si dirige a piedi verso l'ospedale. «Tutti i giorni così, del resto bastano dieci minuti di camminata e non si hanno problemi per il parcheggio», sostengono dall'officina meccanica Cossu, dove a inizio pomeriggio il titolare e due amici in chiacchiera tra loro cascano dalle nuvole al sentire parlare dell'arresto: «Fabiana? La figlia di signor Gesuino? Era lei la donna con Marco Carta? Ma no, non è possibile. È una persona tranquilla, una lavoratrice».

Marco Carta (Ansa)
Marco Carta (Ansa)

La pasticceria

Il padre, che oggi ha passato gli ottant'anni, è stato pasticciere per una vita. «Le distribuiva anche all'Oncologico», ricorda Piepaolo Aresu, che sugli scaffali ha una fotografia in bianco e nero dove si vedono i giocatori del Cagliari (anni '66 o '67, Gigi Riva è inconfondibile) e, seduto davanti a loro con in braccio una bambina molto piccola, Gesuino Muscas. «Lui passa qui davanti ogni mattina e va in farmacia per i medicinali», aggiunge l'amico seduto davanti alla sua scrivania. La figlia invece «si vede poco. Passa solo per andare al lavoro».

I vicini

Pochi tra i vicini e chi ha l'ufficio da quelle parti sembrano conoscere Fabiana Muscas, e pochi pare sappiano quel che è accaduto venerdì scorso. A breve distanza dal portone di ingresso della palazzina il signor Tore, ottantenne in buona forma, interrompe il colloquio con un giovane che lavora sul motore di un furgone parcheggiato a bordo strada, sgrana gli occhi e scuote la testa: «Fabiana? Una così brava ragazza? Non ci posso credere. Ma perché avrebbe dovuto farlo? Chissà cos'è successo». Finora non è stato possibile chiederlo a lei.

An. M.

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