ECONOMIA

vertenza latte

Pastori sardi di nuovo in rivolta: "La politica intervenga o torneremo a protestare"

Sanna e Falchi, due portavoce degli allevatori, fanno sapere: "Siamo nelle stesse condizioni dello scorso anno"
latte sversato durante le proteste di febbraio (archivio l unione sarda)
Latte sversato durante le proteste di febbraio (Archivio L'Unione Sarda)

Il prezzo pagato per il latte ovino arriva a 80 centesimi, al di sotto dei costi di produzione, nonostante "il Pecorino Romano sopra i 7 euro e l'assenza di eccedenze tanto che la cooperazione potrebbe verosimilmente chiudere la campagna 2019 con saldi superiori ai 90 centesimi".

A paventare la ripresa della protesta degli allevatori nelle campagne - dopo le manifestazioni dello scorso febbraio - sono Nenneddu Sanna e Gianuario Falchi, i due portavoce dei pastori senza bandiera che hanno sinora partecipato alle trattative ai tavoli ministeriali.

"Si offre un unico prezzo concordato, facendo di fatto cartello, in barba alle raccomandazioni dell'Agcom", fanno sapere, "in pratica ci troviamo nelle stesse condizioni dell'anno scorso. Per noi la ragione è nella lentezza delle risposte della politica e della burocrazia anche quando le soluzioni vengono individuate, concordate e siglate".

Per le manifestazioni dello scorso febbraio sono indagati oltre seicento allevatori per manifestazione non autorizzata, violenza privata, danneggiamento ma anche per rapina. Per una decina di persone l'inizio del processo è già stato fissato, il prossimo febbraio.

Lo scorso ottobre il ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova ha incontrato i pastori a Cagliari per parlare della vertenza, ma dalla riunione non è uscita alcuna novità sul prezzo del latte.

(Unioneonline/F)

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