In controtendenza rispetto all'andamento generale dell'isola, cresce l'export di navi e imbarcazioni e dei prodotti in legno e sughero che consente al Nord Sardegna di avere una performance positiva. 

Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio, il Nord Sardegna registra un risultato positivo, con esportazioni pari a 257,3 milioni di euro, in crescita del 6,9% rispetto ai 240,7 milioni del 2024. Sul totale regionale il territorio pesa per il 4,4%, ma la sua incidenza sale fino al 18,0% se si esclude il comparto dei raffinati del petrolio. È un dato che conferma la presenza di una struttura produttiva meno concentrata e più articolata, capace di offrire segnali di tenuta superiori alla media regionale.

L’analisi geografica dei flussi commerciali mostra una Sardegna fortemente inserita nei mercati internazionali, con una distribuzione delle esportazioni influenzata in misura rilevante dal comparto energetico. Per il Nord Sardegna si confermano centrali gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco del territorio, soprattutto per comparti come i lattiero-caseari e le bevande. Proprio l’andamento verso il mercato americano evidenzia un rallentamento nella seconda parte del 2025, con effetti visibili nei settori più esposti. In questo quadro, il clima di maggiore incertezza commerciale registrato nel secondo semestre può avere contribuito a frenare il valore esportato verso gli Stati Uniti.

«I dati dell’ultimo anno confermano una verità che non possiamo più ignorare: la Sardegna ha bisogno di bilanciare la sua forza industriale con una spinta decisa verso l'export dei settori manifatturieri e agroalimentari», dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti. «Se il petrolchimico subisce le oscillazioni dei prezzi internazionali, sono le nostre piccole e medie imprese a garantire quella capillarità economica che sostiene le famiglie del territorio. Dobbiamo proteggere questa diversità produttiva, che è la nostra vera assicurazione sul futuro».

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