ECONOMIA

la protesta

Portovesme, assemblea davanti all'Enel: "Difendiamo la centrale"

Insieme ai dipendenti si sono ritrovati anche rappresentanti di tutte le attività produttive
la protesta (foto l unione sarda cucca)
La protesta (foto L'Unione Sarda - Cucca)

"Tutti insieme per difendere la centrale": parte dai cancelli della centrale Enel di Portovesme la mobilitazione per evitare la chiusura dell'impianto alimentato a carbone.

Questa mattina, su iniziativa delle segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec, si è svolta a Portovesme un'assemblea dei lavoratori della centrale e degli appalti, per discutere dello scenario che si presenterebbe nel caso di chiusura della centrale, senza una valida alternativa.

A Portovesme, insieme ai dipendenti della centrale, si sono ritrovati anche rappresentanti di tutte le attività produttive: Eurallumina, ex Alcoa, Portovesme srl e Carbosulcis.

"Vogliamo rilanciare la vertenza energia - ha detto Francesco Garau, segretario regionale della Filctem Cgil - tutelando il futuro della centrale. La Sardegna deve avere le stesse opportunità delle altre regioni con il metano". "Ieri in commissione alla Camera il rappresentante di Enel - ha detto Giorgio Calaresu della Flaei Cisl - ha annunciato che la conversione a gas sarà chiesta per quattro centrali, mentre il Sulcis merita un discorso specifico perché qui non c'è il metano. È indispensabile difendere la centrale per il futuro di tutte le attività produttive".

Pierluigi Loi, segretario regionale della Uiltec, invita all'unità: "Bisogna partire con la mobilitazione - dice - dobbiamo stare uniti, guai alle divisioni in questa vertenza". Per il 28 si terrà nel Sulcis una riunione di quadri e delegati alla presenza de segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

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