CULTURA

l'esposizione

Riapre al pubblico il Museo Stazione dell'Arte di Ulassai

I visitatori potranno accedere agli spazi in piena sicurezza
(foto ufficio stampa)
(foto ufficio stampa)

Riapre da lunedì il Museo Stazione dell'Arte di Ulassai.

I visitatori potranno accedere (dal lunedì al venerdì con orario continuato 9.30-18.30) in tutta sicurezza e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità.

"Finalmente dopo un lungo periodo di chiusura la Stazione dell'Arte riapre le sue porte per accogliere i visitatori - dice Davide Mariani, direttore della Stazione dell'Arte - . Pur coscienti del delicato periodo che stiamo vivendo, crediamo che sia importante dare un segnale forte del ruolo che l'arte, ma più in generale la cultura, può avere nella qualità della vita di ciascuno di noi. Affrontiamo questa nuova sfida animati dalla consapevolezza che il museo sia un luogo fondamentale per l'intera comunità e che possa rivestire un ruolo decisivo nella graduale ripresa, che ci auspichiamo porti a una vera e propria rinascita per il nostro territorio".

Riprende quindi la programmazione espositiva con la mostra "Maria Lai. Fame d'infinito".

Inaugurata lo scorso giugno, e nata grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ulassai e della Fondazione di Sardegna, sarà nuovamente fruibile al pubblico attraverso la messa in atto di tutte le misure di protezione.

"Improntato all'accessibilità fisica e intellettuale - aggiunge Mariani -, il nuovo allestimento permette allo spettatore di cogliere, attraverso l'uso di sensi diversi (visivo, sonoro, tattile), il valore dell'opera di Maria Lai. L'artista ha saputo trasformare, con sapiente maestria, il proprio vissuto quotidiano in un'esperienza di carattere universale, realizzando lavori a partire dalla reinterpretazione di miti, storie e leggende della sua terra. Il ricorso alla metafora come mezzo capace di svelare il senso profondo delle opere, che costituisce un artificio messo costantemente in atto da Maria Lai per avvicinare l'arte alla gente, si ritrova anche in questa rassegna, in cui lo spettatore è chiamato ad interagire e a trovare la sua personale chiave di lettura".

(Unioneonline/s.s.)

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