CULTURA

Il libro

La storia di Nellie Bly rivive in una graphic novel: la firmano Luciana Cimino e Sergio Algozzino

La presentazione nell'ambito di "Leggerezza 2020" del Cedac
particolare dalla copertina del libro
Particolare dalla copertina del libro

Un ritratto della pioniera del giornalismo investigativo: s'intitola "Nellie Bly", nome d'arte della statunitense Elizabeth Jane Cochran, la graphic novel ispirata alla sua esistenza avventurosa firmata dalla giornalista Luciana Cimino e dal fumettista Sergio Algozzino per Tunué.

Il libro è stato presentato nell'incontro online a cura di Bepi Vigna per "Leggerezza 2020" del Cedac.

LA STORIA - Nellie Bly si finse malata di mente per documentare dall'interno la realtà del Blackwell's Island Asylum e il trattamento riservato alle donne ricoverate nell'istituto psichiatrico, che lei definì "una trappola per topi" dove "è facile entrare, ma è impossibile uscire". La sua inchiesta, da cui è stato tratto il libro "Dieci giorni in manicomio", fece scalpore e indusse l'amministrazione a stanziare un milione di dollari per migliorare la situazione negli istituti per la salute mentale di New York.

Nellie Bly si è occupata spesso di questioni sociali e in particolare della condizione di operaie, domestiche e detenute nelle prigioni, facendosi arrestare pur di arrivare alla verità. "La storia di Nellie Bly mi ha folgorata, mi ci sono imbattuta una notte in corriera mentre tornavo da Catanzaro a Roma - svela Luciana Cimino - e da subito ho pensato alla graphic novel, perché la sua vita è talmente straordinaria da meritare di essere raccontata per immagini".

Un esordio fortunato nel mondo dei fumetti grazie all'incontro con Tunué, che stava per lanciare la nuova collana Ariel declinata al femminile, e con Sergio Algozzino, eclettico e pluripremiato fumettista, sceneggiatore, musicista e youtuber, che collabora con Disney, Panini Comics, Bonelli e Soleil Edition.

"Ho cercato un segno che mi piacesse e ho usato il digitale per dare forma all'idea - spiega l'autore della Ballata per Fabrizio De André e Memorie a 8bit - sono poi intervenuto soprattutto per le 'scelte di regia', ovvero per definire sequenze e inquadrature, come al cinema".

(Unioneonline/v.l.)

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