CULTURA

cagliari

Un lungomare da Giorgino al Poetto

A progettarlo insieme saranno il Comune e l'Autorità portuale
(archivio l unione sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

Un passetto per volta, ogni quarto di secolo.

Altrimenti, a quanto insegna la storia della città, si corre il rischio di stressarsi. Iniziò il primo sindaco a elezione diretta nella storia di Cagliari, Mariano Delogu: fece buttare giù l'assurdo muro che separava via Roma lato mare dal porto, nascondendolo alla vista dei cagliaritani e dei turisti. Molti mandati dopo, dall'attuale primo cittadino Paolo Truzzu e dall'Autorità del sistema portuale della Sardegna Massimo Deiana, arriva la seconda puntata. È l'accordo per creare quello che in un qualsiasi altro centro cittadino affacciato sul mare esiste da decenni, forse da secoli: si chiama lungomare. Moltissime località balneari della Sardegna hanno un percorso accanto al mare dove si passeggia, si corre, si mangia al ristorante o si beve qualcosa al bar. Ma non Cagliari, capoluogo di un'isola non esattamente trascurabile.

L'accordo

Truzzu e Deiana, assieme al vice sindaco Giorgio Angius, hanno messo nero su bianco quello che si chiama "protocollo d'intesa", cioè la chiave per aprire le centinaia di porte chiuse (cioè le competenze territoriali) che ostacolano la realizzazione della passeggiata. Comune e Autorità portuale sono ora alleati verso per lo stesso obiettivo: realizzare quella passeggiata che partirà da Giorgino e si congiungerà al lungomare del Poetto. Per passeggiare, appunto, ma non soltanto per quello: si dovrà pianificare un nuovo quartiere all'ingresso della città, tra viale La Plaia e il molo Rinascita. E siccome si passa anche per la Fiera, tutto quello spazio dovrà essere riqualificato mantenendo però le caratteristiche di area espositiva. «L'accordo», spiega il sindaco Truzzu, «prevede proprio che a progettare il lungomare e ciò che vi sarà accanto siano, insieme, Comune e Autorità portuale».

I piani urbanistici

Un gruppo di professionisti in Municipio sta per mettere mano al Puc cagliaritano per armonizzarlo con il Piano paesaggistico regionale e con quello di assetto idrogeologico. All'Autorità portuale c'è già un Piano regolatore, «ma al suo interno ci dev'essere un piano attuativo: lavoreremo su quello per consentire i lavori necessari per realizzare ciò che il Comune e noi progetteremo», spiega Deiana. «Di fatto», aggiunge l'Autorità portuale, «ora il nostro Piano regolatore e il Puc finalmente si parlano e potremo dare certezza a chi vorrà investire per attività vicino al lungomare».

Progetto da scrivere

Il sindaco Truzzu conta che la collaborazione tra Comune e Autorità portuale sfoci in un progetto e che, all'inizio del 2022, si passi al progetto esecutivo, che produrrà il lungomare vero e proprio. Anche perché per fregiarsi della qualifica di "capitale del Mediterraneo", come diceva uno slogan diversi anni fa, Cagliari il suo mare quantomeno lo deve poter vedere.

***

IL MURO ABBATTUTO

«Finalmente la politica cittadina potrà riacquistare la programmazione del lungomare, e lo faremo in modo partecipativo: sentendo tutti». Paolo Truzzu sogna di poter essere un sindaco in grado di lasciare un segno che si possa guardare e toccare, proprio come la passeggiata lungo il mare cagliaritano tra Giorgino e il Poetto, che ha già il suo lungomare firmato invece da Massimo Zedda.

E poi, considerato che i soldi in cassaforte sono sempre pochi, per la progettazione della passeggiata e di che cosa potrà sorgere ai suoi lati, c'è una soluzione molto low cost . «Tra fine settembre e inizio ottobre», commenta Truzzu, «la città ospiterà il Festival dell'architettura e saranno presentate le tesi della facoltà universitaria di Mendrisio, nella Svizzera italiana. Tutte verteranno su Cagliari», compreso il nuovo quartiere previsto tra viale La Plaia e il molo Rinascita. Si potrebbero dunque trasformare in realtà, magari modificandole per le esigenze diverse, idee partorite da menti svizzere.

«Si dovrà decidere nel dettaglio la funzione di ogni area utilizzabile lungo il tracciato del lungomare», fa notare Massimo Deiana, Autorità del sistema portuale della Sardegna: «Tanto per fare un esempio, perché nulla è deciso», aggiunge Deiana, «si potrebbe decidere che l'area di Su Siccu avrà una funzione turistico-ricettiva con piccoli alberghi e ristoranti, tanto per fare un'ipotesi». Proprio a questo, dovrà servire la modifica del Puc e del Piano regolatore del porto.

La realizzazione del lungomare dovrà modificare il rapporto che la città, specialmente dei suoi quartieri storici, avrà con il Mediterraneo. E Cagliari, come tutte le altre città costiere del mondo, potrà finalmente vivere in simbiosi con il suo mare.

Luigi Almiento

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